Gattopardi a mille watt
Titoli elettrici in fibrillazione. Il Tesoro colloca una nuova tranche di di Enel, anzi no. Le centrali vengono vendute subito, anzi tra un po’. L’AEM è sotto schiaffo della Edison, no, sì, mah. E le privatizzazioni delle municipalizzate che fanno? Boh. I “rumours” si intensificano: i tempi (di legislatura) si fanno stretti per “blindare” gli interessi che contano. Tante gabbane, anche d’alto rango, volano rapidamente in tintoria. Chi è ai margini del gioco solleva polveroni che ricadono su borsa, azionisti di minoranza e popolo del trading on line, erede tecnologico del parco buoi di buona memoria. I lobbisti fanno gli straordinari e gli imbonitori magnificano le sorti delle multiutilities (ottima cosa, a patto di essere chiari su rischi imprenditoriali e quantità di risorse da impiegare o perdere), ma nessuno riesce a spiegarci per quanti anni e per quali motivi gli italiani continueranno a pagare l’elettricità il doppio o giù di lì di quello che costa in Francia e Germania.
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