Genio? Chi approfitta della realtà

Di Tempi
30 Maggio 2002
Il mistico ortodosso vittima di Stalin, Il Giornale, 22 maggio. L’edizione San Paolo del testo Invito alla lettura di Pavel A. Florenskij

Il mistico ortodosso vittima di Stalin, Il Giornale, 22 maggio.

L’edizione San Paolo del testo Invito alla lettura di Pavel A. Florenskij, è un’occasione per ricordare chi fosse Florenskij: azerbagiano; laureato in Matematica e Teologia; prete della Chiesa ortodossa; fucilato in Siberia perché accusato di attività controrivoluzionaria.

«In Siberia studia il fenomeno dei ghiacci perenni e raggiunge importanti scoperte…».

Paolo Mastrolilli, Gould, sulla Terra la vita è una partita di baseball, La Stampa, 22 maggio.

Riformulò l’evoluzionismo come un succedersi di sbalzi, non un processo lento e continuo. «Da buon newyorchese era fanatico del baseball… nei suoi articoli mescolava Joe Di Maggio e Jogi Berra con Charles Darwin, per far capire la scienza anche al lattaio del Queens».

Luciano Violante, Giovanni Falcone, chi è oggi contro la mafia, L’Unità, 23 maggio.

«Riuscì a convincere molti capi mafia a parlare, in un’epoca nella quale non era previsto nessun beneficio per i “pentiti», proprio facendo leva sul proprio prestigio personale. Dai suoi fascicoli non uscì mai una notizia per i giornali.

I primi pentiti potettero contare proprio su questo riserbo per costruire un rapporto di fiducia con quel giudice».

Luigi Accattoli, «Fino a quando avrò fiato, io griderò: pace», Corriere della Sera, 23 maggio.

«Non c’era folla all’aeroporto né per le strade, perché in Azerbaigian ci sono sei milioni di musulmani sciiti, un milione di ortodossi e tra i 120 e 200 cattolici».

Commento

Questa settimana, sui giornali è comparsa la descrizione di alcuni grandi uomini, personalità eccezionali, capaci di raggiungere risultati impensabili. La parola “genio” può sintetizzare il profilo di costoro. Chi è il genio? Fondamentale caratteristica è la precocità, non semplicemente quella che attesta una maggior quantità di materia grigia, ma più generalmente una precocità umana: saper intuire dalla realtà suggerimenti per un’azione inaspettatamente più vera e comunque diversa da quelle abitudinarie.

Genio è colui che dice o fa vedere quello che gli altri si aspettano, vogliono, ma non sanno pensare, desiderare o scorgere. Così Florenskij, prigioniero in Siberia, “approfitta” dei ghiacci perenni per studiarli, osservarli e, proprio perché mistico, fare importanti scoperte; Stephen Jay Gould, appassionato del baseball, “approfittò” della descrizione del movimento delle palle da gioco per far capire a tutti un nuovo concetto di evoluzione. Giovanni Falcone, “approfittò” del suo essere siciliano per entrare in comunicazione con i pentiti e avere la loro fiducia. Infine Giovanni Paolo II, tanto provato fisicamente, ha deciso di andare in uno Stato abitato da soli 120 cattolici, quasi “approfittando” di loro, per ripetere lì, davanti a nessuna folla, il suo annuncio di Cristo, il suo appello di pace: «Se parola si unirà a parola, nascerà un coro che contagerà gli animi…». Geniale è approfittare di come si è e di quello che si ha, per riconoscere e quindi affermare qualcosa che è valido per tutti.

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