Gente di Tempi, a “Libero” e a “L’infedele”

Di Zottarelli Maurizio
14 Agosto 2003
nell’ottavo compleanno di questo settimanale, due “tempisti doc” (oggi alla corte di vittorio feltri e di gad lerner) spiegano perchè proprio non ce la fanno a cancellare quello che è un marchio di fabbrica

Tempisti si diventa. Essere al posto giusto al momento giusto. Capita, come tutte le cose decisive nella vita. Destino, Fato, per qualcuno solo fortuna, caso. Di certo, per tutti, non succede mai da soli: se accade, accade almeno in due. è la scoperta che il luogo giusto, il momento giusto, non è un’elezione esclusiva per la “parte migliore di questo Paese” e del mondo: ci si incontra e si incomincia a lavorare insieme per essere, se non nel posto giusto, almeno un po’ più giusti. A me con Tempi è successo così. Ricordo che all’inizio, quando fondammo questo giornale, sembrava fossimo proprio nel posto sbagliato al momento sbagliato. Eravamo in due o tre, o pochi pochi di più. E ce lo spiegavano tutti, amici vicini e lontani: era il momento sbagliato, il posto sbagliato, la scelta sbagliata. Come oggi, allora il principale problema era essere al posto giusto, anche se non sapevamo bene cosa significasse. Sentivo però che essere in un posto, innanzitutto essere, guardarsi attorno, sbirciare oltre le colonne d’Ercole, toccare quando la regola era solo guardare (e da lontano); provare a disturbare il manovratore così professionale, ma che non sai dove ti porta; cercare di essere un po’ migliori del giorno prima quando tutti erano Giusti; provarci, almeno, quando tutto sembra vietato, provarci, dicevamo, sentivamo che, questo sì, era giusto.

Un marchio di fabbrica
Ecco per me Tempi, questo luogo, è stato così. Con chi c’era in quel momento, le persone che incrociavamo e ci accompagnavano per un lungo tratto o qualche passo. Di certo ora so che quando si incomincia ad essere “tempisti” non si finisce più di diventarlo. Anche quando non si è più a Tempi, come me, che lavoro a Libero. E scopri che essere liberi non è una condizione dello spirito, ma una gran sudata quotidiana, spesso senza la certezza di star dalla parte giusta. E scopri, infatti, che i migliori tra di noi non si sentono nel posto giusto al momento giusto; ci provano e riprovano, per come riescono, per quello che sono. Scopri che essere “tempisti” è come un marchio di fabbrica, perché ciò che si desidera lo si desidera sempre con le persone che sono vicine in quel momento, anche se non si sono scelte e non sono degli Eletti. Scopri che tutto ciò si vede, come la luce, che non la vedi, ma ti fa vedere, illumina il buio, ma non pretende di cancellarlo dalla terra. E scopri che non è facile, ma è tutto qui.

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