Ghadry, il siriano che ammira la democrazia israeliana

Di Colombo Valentina
04 Ottobre 2007

«La marcia verso l’insediamento di un ordine socialista oltre che essere una necessità che trae origine dai bisogni della società araba, è altresì una necessità fondamentale per mobilitare le potenzialità delle masse arabe nella loro lotta contro il sionismo e l’imperialismo». Sono righe tratte dall’agghiacciante preambolo della Costituzione siriana. Per ogni siriano la parola Israele è un tabù e avere contatti con un israeliano significa carcere con l’accusa di tradimento. È naturale, perciò, stupirsi quando ci si trova davanti un siriano che inneggia a Israele. È quel che fa Farid Ghadry, fondatore negli Stati Uniti e presidente del Reform Party of Syria, le cui parole d’ordine sono «libertà, democrazia e pace (in poche parole contro Assad)». Ghadry immagina una “nuova Siria” all’insegna del pluralismo e della libertà. Ma non solo. In un articolo, intitolato “Ammiro Israele” e pubblicato sul suo sito www.reformsyria.org, Ghadry scrive: «In quanto siriano e musulmano ho sempre avuto un’affinità per lo Stato di Israele. In quanto uomo d’affari e sostenitore del libero mercato, vedo Israele come un impressionante successo economico in seno a tanti fallimenti arabi. Mentre alcuni arabi considerano Israele come un cancro, per me è una benedizione. (.) La democrazia di Israele e la sua prosperità economica possono servire da esempio per gli arabi». Ghadry spiega anche perché invece non è così: «Non è difficile immaginare i nostri giovani che imparano guardando la democrazia israeliana alla tv, ma è difficile immaginare che la possano realizzare sotto un regime autoritario. Ecco perché gli arabi inviano i loro giovani come kamikaze invece di farli crescere come cittadini del mondo». Libertà di pensiero è libertà di scegliere democraticamente il proprio governo. Purtroppo, però, nel mondo arabo, in Siria in modo particolare, il modello della repubblica presidenziale “ereditaria” pare inamovibile. E l’Occidente, se davvero volesse il bene del popolo siriano, invece di pensare a dialogare coi vari Assad non farebbe meglio ad ascoltare persone come Ghadry?    valentina.colombo@imtlucca.it

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