Ghostbusters. Quando il remake non funziona

Di Simone Fortunato
27 Agosto 2016
A metà tra sequel e reboot, il film di Paul Feig rischia grosso spostando il registro dalla commedia avventuroso-fantastica anni Ottanta al demenziale al femminile

ghostbusters

Quattro strane tipe si mettono a catturare fantasmi.

Inutile far confronti con il film del 1984. Lo sanno tutti: spettatori in primis (inorriditi davanti ai primi trailer con protagoniste le quattro fuori di capoccia), produttori, sceneggiatori e regista, che però è uno bravo. Aveva diretto il bel Le amiche della sposa, commedia delirante e divertentissima con Kristen Wiig e Melissa McCarthy che tornano anche in questo film.

Un film che, come spesso è capitato negli ultimi anni con le operazioni nostalgia, è a metà tra il sequel e il reboot. Certo, si rischia grosso: si sposta il registro dalla commedia avventuroso-fantastica tipica degli anni Ottanta al demenziale al femminile. Il problema è che Le amiche della sposa con il suo politicamente scorretto e volgarotto funzionava, qui si naviga a vista per la scarsa verve delle quattro e per una sceneggiatura un po’ imbrigliata.

Funziona e parecchio soltanto il personaggio di Hemsworth nei panni di un segretario figo deficiente e ignorante come una capra.

Ghostbusters, di Paul Feig

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3 commenti

  1. Ferruccio

    Paul Feig assassino.

    1. Scola

      ah ah ah e’ come se mentre “la scuola cattolica” di Albinati vincesse lo Strega questi recensissero la sceneggiatura di “don matteo” …..tagliati completamente fuori da tutto.

      1. Sarifuma Medò

        E’ facile indovinare che tutti i lettori non potranno non domandarsi, perché non vai a rimuovere qualche maceria?
        Chissà, potrebbe fare amicizia coi detriti che hai al posto del cervello…

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