GIACOBINI IN PIAZZA

Di Tempi
30 Settembre 2004
Le teste alzate in piazza

Le teste alzate in piazza
Qualche anno fa, se ci avessero detto che le piazze occidentali si sarebbero trasformate in piazze della ghigliottina con tanto di folla urlante, nessuno ci avrebbe creduto.
Ma cos’è ora questo mediatico circo di esecuzioni se non quello stesso macabro rituale portato in auge dai francesi?
La decapitazione pubblica, con folle raccolte intorno alla piazza televisiva o internettiana che plaudono. La differenza è solo che le folle sono lontane tra loro fisicamente, ma non moralmente. I ragazzi italiani che inneggiano alla “resistenza irakena” e i loro coetanei arabi che inneggiano ad al Zarkawi o a Bin Laden sono moralmente simili, e sono quella folla che applaude ad ogni testa mozzata. Un’indagine dice che in Italia il 13% considera i kamikaze terroristi degli eroici combattenti.
In questo bagno di sangue si assottigliano i margini per il ragionamento.
Per vedere le differenze.
Si fa più acuta la necessità aver chiari i beni da difendere.
E quali quelli da promuovere.
Lo storico Dawson ha scritto che la civiltà occidentale si è segnalata ai suoi inizi per la forza propositiva, per uno spirito costruttivo, che le veniva dal cristianesimo.
Ora sembra che tale spinta sia solo affidata a un’idea astratta e violenta di esportazione della democrazia…
Ma così non va, evidentemente così non va.
E non va nemmeno l’alternativa di chi predica una astratta uguaglianza e pari dignità delle culture. Nella vita reale non è così. Nella vita reale si fanno scelte, non convegni.
Chi ha una spinta propositiva di valori positivi si faccia avanti.

Il sud comincia forte in serie A
Palermo, Messina, Lecce mettono alle corde Milano e Roma. Mastella e l’Udeur non ci erano mai riusciti.

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