Giappone, allarme contaminazione: verdure e latte al bando. Fumo dai reattori

Di Redazione
21 Marzo 2011
Mentre dai reattori 2 e 3 della centrale di Fukushima 1 fuoriesce fumo e il personale viene evacuato, il premier Naoto Kan è ottimista: «Progressi lenti ma costanti». L'Italia blocca le importazioni di cibo nonostante l'incremento dei controlli alimentari in Giappone. Coldiretti: «Nessun rischio per l'Italia»

Cresce nel mondo l’allarme per il cibo contaminato dalle radiazioni: mentre l’Organizzazione mondiale della sanità conferma la gravità dell’effetto delle radiazioni provocate dal disastrato impianto nucleare di Fukushima ed entrate nella catena alimentare, il Giappone decreta lo stop alla vendita di spinaci e altre verdure provenienti dalle quattro prefetture limitrofe all’impianto, dove si sono registrati livelli radioattivi anormali. Per la prefettura di Fukushima, la messa al bando vale anche per il latte.

La notizia è stata data dal portavoce del governo, Yukio Edano, che ha tuttavia invitato a evitare allarmismi perché anche mangiare ripetutamente cibi contaminati di per sé non rappresenta un rischio per la salute, messaggio ribadito anche dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Intanto, anche i Paesi vicini hanno aumentato i controlli: secondo quanto riferito dal vicedirettore del Dipartimento della Salute Hsiao Mei-ling, d’ora in poi tutti i carichi di frutta e verdura freschi e surgelati, così come pesce, latte e acqua minerale saranno accuratamente controllati a cominciare da Taiwan, dove domenica è stata riscontrata una lieve contaminazione in un carico di fave.

In Italia, la Coldiretti rende noto che le importazioni di latte e derivati, spinaci e fave fresche provenienti dal Giappone sono state ridotte a zero. Nessun rischio quindi per gli italiani mentre si aggrava la situazione in Giappone che – sottolinea la Coldiretti – è già costretto a importare oltre il 60 per cento del proprio fabbisogno di generi alimentari. La radioattività presente nel latte fa scattare l’allarme per la contaminazione della catena alimentare, a partire dal nutrimento degli animali, una catastrofe che coinvolgerebbe direttamente i tre milioni di agricoltori del Giappone.

A Fukushima, intanto, l’allerta nucleare non sembra fermarsi: alcuni tecnici sono stati temporaneamente evacuati da un’area della centrale nucleare di Fukushima dopo che è stato avvistato del fumo dal reattore numero 3 e quasi contemporaneamente dal reattore numero 2, ora sottoposto a una verifica delle condizioni.

Nonostante questi problemi, il premier giapponese Naoto Kan ha assicurato che si stanno facendo «progressi lenti ma costanti» per mettere sotto controllo la centrale nucleare e alcuni esperti Usa della Nuclear Regulatory Commission (Nrc), l’agenzia statunitense di monitoraggio sul nucleare, conferma che la crisi nell’impianto atomico di Fukushima sembra essere sul punto di stabilizzarsi.

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