Giramondo… virtuali

Di Pavarini Maria Cristina
20 Ottobre 2000
Siamo nell'era della realtà virtuale dove ciò che è finto sembra vero, mentre il vero - per piacere - deve sembrare finto.

Siamo nell’era della realtà virtuale dove ciò che è finto sembra vero, mentre il vero – per piacere – deve sembrare finto. E se questo gioco di parole può suonare complicato, in realtà è molto più semplice di quello che sembra. Ad esempio, la “fiction”, non è solo una telenovela sentimental-amorosa a puntate, ma è letteralmente “finzione”, cioè copia romanzata di quello che si vorrebbe succedesse nella vita reale. Anche la vita in un villaggio turistico è spesso vissuta come un’enorme messa in scena che ricorda solo lontanamente la vacanza. Anche qui come in un’opera teatrale ognuno si muove seguendo un copione preciso: c’è il tempo per lattività fisica, l’ora dei giochi, lo spettacolo serale, la festa comandata, ma anche il momento per le avventure sentimentali, libere, ma obbligatorie se no, cosa si racconta quando si torna in città? Ma c’è di più. C’è chi ha inventato la finta vacanza da città. Club Mediterranée, la nota multinazionale per le vacanze organizzate di lusso, ha aperto a Parigi un enorme Club Med World, un locale dove si può sentire in vacanza, ossia divertirsi come in un villaggio turistico. Arredato come un locale da fumetto d’un’isola sperduta dell’America Centrale, in questo posto si può fare tutto quello che si vuole: bere un concentrato di frutta, mangiare sushi, farsi fare un massaggio shiatsu, fare shopping comprando merchandising Club Med, leggere libri da tutto il mondo, sfogliare giornali o surfare su Internet oppure distrarsi con un concerto, o uno spettacolo dal vivo in un’enorme sala da ballo. Fingere tutto l’anno si può, anche tutta la vita. (mcpavarini@tiscalinet.it)

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