Giuda Binetti.

Di Tempi
13 Dicembre 2007
L'unica cattolica a sinistra che non si prostra davanti al Messia di Scandiano

Onore alla senatrice binetti. C’è chi ne ha chiesto l’espulsione dalla maggioranza, chi, come l’onorevole Vladimir Luxuria, l’ha invitata a «ingoiare anche lei qualche rospettino». La senatrice del Pd non ce l’ha proprio fatta a votare la fiducia sul decreto legge per la sicurezza a causa di quell’emendamento che parla di discriminazione in base alle «tendenze sessuali». Dice la Binetti: «All’improvviso è venuto fuori questo emendamento che non aveva nulla a che fare con il decreto e del quale non avevo mai sentito parlare». Insomma, con un trucchetto si voleva far passare la consueta “identità di genere” tanto cara a Luxuria e compagni. L’onorevole Binetti ha detto “no” e, sebbene la sua scelta non abbia pregiudicato la vita del governo, ha messo in un solo attimo in mutande tutti i suoi colleghi ipercattolici, dai teodem Bobba e Baio Dossi, ai ministri Mastella, Fioroni, Rutelli (nel conto non annoveriamo i prodiani alla Monaco, i quali per “valori non negoziabili” intendono i fulmini di Celentano sui palazzoni milanesi della Moratti). Intanto gliene hanno dette di tutti i colori: irresponsabile, traditrice, Giuda. Ma Giuda è quello che tradì un tale Gesù Cristo, il fondatore di una certa Chiesa ai cui princìpi la Binetti s’è dimostrata fedele. A meno di voler pensare che quell’uomo vissuto 2000 anni fa fosse un impostore, e che il nuovo Messia sia un certo Gesù-Romano di Nazaret-Scandiano.

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