Gli aiuti della discordia

Di Bracalini Paolo
13 Aprile 2006

L’Ue potrebbe rifiutare la proposta di tagliare gli aiuti diretti all’Autorità Nazionale Palestinese, perché alcuni paesi membri considerano la misura «troppo brutale». I rappresentanti dei 25 Stati membri hanno finora rigettato la proposta della Commissione europea che avrebbe sospeso le sovvenzioni all’Anp guidata da Hamas. Francia e Regno Unito hanno detto che sarebbe stato un segnale «brutale» interrompere gli aiuti senza prima aver sviluppato idee alternative per la cooperazione. La Commissione Ue, intanto, ha detto di aver congelato ogni nuovo aiuto, ma ha confermato l’approvazione dei 121 milioni di euro alla Palestina per quest’anno. Con una media di 500 milioni di euro all’anno, l’Ue è per questo paese la fonte maggiore di sussidi. Oltre che insistere per una politica di aiuti, i ministri degli Esteri europei cercano di spianare la strada ad Hamas in Europa: il visto per i funzionari di Hamas, e il proseguimento del programma Euromed con i paesi nordafricani e mediorientali anche ora che Hamas ha preso il potere. Molti funzionari spingono per avviare legami diplomatici con Hamas, che, insieme ai Fratelli Musulmani, sta diventando una delle organizzazioni più popolari e influenti nel mondo arabo. Linea molto diversa da quella Usa, che insiste sulla cessazione delle violenze da parte palestinese.

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