Gli amichetti delle Br? Leggete Le Monde

Di Arrigoni Gianluca
28 Marzo 2002
Le Monde (di domenica 24 marzo) ha dedicato all’Italia ben otto pagine di dossier speciale

Le Monde (di domenica 24 marzo) ha dedicato all’Italia ben otto pagine di dossier speciale. La notizia dell’omicidio di Marco Biagi è stata considerata irrilevante al fine dell’idea di Italia che il maggior quotidiano transalpino si sta impegnando a diffondere in Francia grazie al contributo dei nostri intellettuali. Normale che il dossier dia anzitutto voce al regista Nanni Moretti, il quale spiega: «La situazione italiana è pazzesca. Ci sono state delle elezioni legali che hanno visto vincere una persona che, illegalmente, siede in Parlamento. Oggi è necessario fare il bilancio di questa situazione assurda in una democrazia. Io penso che Berlusconi è il contrario di un uomo di Stato: la democrazia è una cosa che gli è estranea, che non riesce bene a capire, e in ogni caso che gli fa perdere tempo». Stefania Scateni (autrice del dossier Le Monde) e Beppe Sebaste, spiegano la loro rivolta: «Dissidenti, antagonisti, resistenti sono le parole di quelli che si oppongono all’attuale ritorno alla barbarie che il regime, instaurato da Berlusconi, rappresenta nella società italiana e nella vita pubblica. Sono molte le buone ragioni, tutte importanti, per opporci al nuovo totalitarismo che governa attualmente l’Italia». La condirettrice di Nuovi Argomenti ed intermediario nell’associazione tra Le Monde e L’Unità, Francesca Sanvitale, dà il suo contributo con un articolo intitolato “Democrazia, demagogia”: «Perché gli italiani non si ribellano davanti allo spettacolo di un Parlamento nel quale siedono personaggi sotto inchiesta, difensori di personaggi sotto inchiesta e pure, per alcuni di loro, per crimini mafiosi? La demagogia si allea perfettamente al silenzio distratto, al fattore X dell’antipolitica. La sua arte si esercita in diversi modi, ma necessita di una componente ossessionale: l’aggressività costante, la menzogna elevata a norma… ho in mente le terrificanti pagine del resoconto parlamentare dell’ultimo discorso di Filippo Turati alla camera dei deputati… ».

Per questo magnifico dossier sono state ripescate alcune perle – riprese pari pari da Dario Fo (senza citare la fonte) in un’intervista al Corriere della Sera – come quella di Giorgio Agamben, Professore di filosofia all’università di Padova, che nel 1994 scriveva: «Bisogna dire chiaramente che se il regime che, sotto l’egida di Berlusconi, rischia di installarsi in modo duraturo in Italia, è il peggiore che si possa immaginare, non è perché rappresenterebbe la destra contro la sinistra, termini che oramai hanno perduto ogni significato… È perché questo regime ha i mezzi, oltre all’intenzione, d’instaurare la più soffocante delle dittature mediatiche… ogni critica sarebbe abolita; tutto, letteralmente tutto, ridiventerebbe possibile, compresi dei nuovi campi di concentramento. Non è ammissibile nessuna complicità con le forze che sostengono questo progetto e gli intellettuali che a lei si sono

venduti non meritano che il disprezzo». Bam! Bam!

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