Gli esperti delle parole a vanvera
Una famiglia non può stare da sola. Non bisogna, necessariamente, far parte di associazioni di categoria, ma, se non si hanno quelli che chiamo alleati, la famiglia è destinata a soccombere, forse non in termini letterali, ma certamente come vero nucleo primo della società. Cosa e come soccombe? Quando, in “Porta a porta”, padre David Jaeger cerca, anche con toni forti e duri, di far capire al suo interlocutore che deve esporre il suo pensiero con razionalità, senza dare false informazioni, e il signor Vespa lo interrompe dicendo che «in questo programma si ascoltano le opinioni di tutti», collocando il suo spettatore nella categoria del guardone (solo Ferrara e Lerner si possono seguire senza correre questo rischio), e non di chi vuole capire di più la realtà, qualcosa “viene messa in discussione”. Quando si sente la solita esperta dire che una volta la famiglia si formava su ipocrisie, su cose tenute nascoste, mentre oggi si forma su basi più chiare e libere, rendendosi così esperta di traveggole, non di dati di fatto, qualcosa “viene messa in discussione”. Quando un professore, alla madre del ragazzo che va molto male a scuola, dice che il figliolo non ha attenuanti, non ha una famiglia disgregata, non ha gravi problemi personali, e quindi non può essere aiutato, ci dice anche dell’unica politica scolastica e verso la famiglia fino ad oggi usata: quella dell’assistenzialismo sentimentale.
Gli esempi sono molteplici, il fatto è uno solo, ciò che “viene messa in discussione” è la realtà, che soccombe di fronte all’opinione, all’ideologia, al sentimentalismo.
Per difenderla servono alleati: altre famiglie con cui condividere la vita, scuole realmente educatrici (esistono, magari non sotto casa, magari le devi ancora pagare) e amici che risvegliano una coscienza della realtà a volte sopita, che non si rende conto della posta in gioco. «L’uomo sapeva che una volta messa in discussione la realtà, la ragione sarebbe stata la prima ad essere discussa». G.K.Chesterton
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