Gli italiani del Tgv
Diecimila tonnellate di acciaio e 15 mila metri di copertura in vetro intersecati in un gioco di 39 archi e onde che vanno a coprire una superficie di 200 metri di lunghezza, raggiungendo in alcuni punti i 40 metri di altezza. Un struttura di 3.500 tonnellate. Leggera. Perlomeno questa è la sensazione dell’enorme arco che sembra lievitare dal suolo e che andrà a firmare con decisa eleganza il volto nuovo dello skyline di Liegi. L’imponente progetto presentato dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava non riguarda né un teatro né uno stadio. Lo spettacolo architettonico sarà invece riservato alla nuova stazione ferroviaria TGV di Liegi Guillemins. Una chiara testimonianza di come in Belgio l’infrastrutturazione corra su binari preferenziali senza incontrare troppi intoppi. E senza perdere tempo. Per la precisione 500 sono i giorni previsti per la realizzazione degli impianti tecnologici che costituiscono la base da cui si dipanerà l’intera struttura. E a mettere le basi sarà una mano italiana. Quella di Gemmo, il gruppo di Arcugnano, Vicenza, leader nella progettazione e realizzazione di sistemi elettrici, di illuminazione e di condizionamento, nonché di sistemi di gestione delle informazioni e del traffico e sistemi per il controllo dell’inquinamento. In particolare è il settore ferroviario e delle metropolitane che vede le società del gruppo impegnate in soluzioni d’avanguardia con sottostazioni, impianti di sicurezza e telecomunicazione. E così Gemmo ha ricevuto, il 12 luglio scorso, la conferma definitiva di aggiudicazione dell’appalto per la realizzazione degli impianti elettrici, meccanici, idrosanitari e speciali da parte della Sncb Holding (la direzione dei lavori è stata affidata alla Euro Liège TGV S.A.), un contratto del valore di circa 14 milioni di euro che oltre ai 500 giorni per la realizzazione degli impianti, prevede un periodo di garanzia e manutenzione con presidio della durata di 2 anni.
«Contribuire a un progetto di questa portata è ovviamente una grande soddisfazione sotto il profilo aziendale. Ma a entusiasmarci è stato qualcosa di più profondo» dice il presidente Mauro Gemmo (in foto con i componenti della sua famiglia). «La nuova stazione di Liegi non è solo un’opera eccezionale nel coniugare la più avanzata ingegneria alla ricerca di un architetto di valore come Santiago Calatrava: è soprattutto un passaggio simbolico nella costruzione della nuova Europa. L’Alta Velocità ferroviaria riduce le distanze, avvicina popoli, commerci, culture. Liegi diventerà uno snodo centrale tra Londra, Parigi, Bruxelles e Berlino. Capitali un tempo divise, politicamente ma anche geograficamente, e che con opere come questa si avvicinano sempre più. Ecco, la soddisfazione più grande è quella di far parte di questo grande processo». Di gettare dei ponti. E le premesse per l’eccellenza del risultato, ad oggi, ci sono tutte.
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