Gli italiani votano estero

Di Abbondanti Walter
21 Dicembre 2006

Sono le imprese del settore a lamentarsi di non essere state consultate, a proposito dell’sms-blog su www.turistiprotagonisti.it, lo spazio web promosso dalla Presidenza del Consiglio su iniziativa del vicepremier con delega al Turismo Francesco Rutelli, che si propone di raccogliere le esperienze degli italiani che hanno passato le vacanze all’estero. Il presidente della Fiavet (Federazione delle associazioni imprese di viaggio e turismo) Giuseppe Cassara all’apertura del portale aveva dichiarato: «Sono stupito che si privilegi un’iniziativa comunicativa di dubbio effetto e dal sapore vagamente populista e si tralasci di analizzare l’esperienza delle migliaia di imprese che, quotidianamente, hanno il polso del mercato e conoscono i desideri e i problemi dei turisti italiani e stranieri». E poi: «Il primo errore è quello di non comprendere come i flussi turistici in entrata e in uscita siano fortemente connessi tra loro per problematiche di vettori, visti e reciprocità. Il secondo è quello di correre dietro ai dati degli arrivi internazionali, come unico indicatore di successo nazionale. Semmai bisognerebbe guardare il fatturato». Così si esprimono i turisti sul blog messo a loro disposizione: «In aereo con 60 euro vado a Budapest, con 50 a Praga e con 290 a Cagliari», «In Grecia un ombrellone e due lettini costano 5 euro al giorno. A Ostia 47». Forse si tenta di far diventare il viaggio all’estero uno dei tanti indicatori fiscali approntati dal governo per aspiranti e presunti miliardari che hanno voglia di piangere. Nel frattempo gli unici che versano lacrime sono coloro che decidono di viaggiare in Italia. E tutti questi “turisti-tristi-molto-poco-protagonisti” non mancano di fornire massime: «Chi troppo spenna con meno polli forestieri rimane!».

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