Globalizzare per valorizzare

Di Abbondanti Walter
13 Settembre 2007

Con la globalizzazione si è sviluppata una forte competizione tra i territori a vocazione turistica tanto che oggi assistiamo a un’esplosione dell’interesse intorno alle tematiche legate a questo settore. Perché? Nel 1950 25 milioni di arrivi di turisti internazionali generano un valore di 2,1 miliardi di dollari. Nel 1998 635 milioni di arrivi generano un valore di 439 miliardi. È per questa crescita esponenziale del mercato che hanno avuto sviluppo strumenti di analisi come le scienze turistiche e il marketing territoriale. Ma come è possibile fare il marketing del territorio? Facendone un consapevole strumento di analisi, comprensione e organizzazione delle risorse offerte dal territorio in vista della sua valorizzazione, in termini culturali, di flussi economici e di persone. Tutto ciò consente di affinare quella serie di strategie per lo sviluppo e la promozione del luogo al servizio degli enti responsabili della pianificazione strategica (comuni, province e regioni). Nel marketing territoriale l’obiettivo è prevenire, comprendere e soddisfare, nel modo migliore, la domanda sia interna sia esterna al territorio in un quadro di sviluppo sostenibile elaborando nuovi canali di comunicazione e promovendo la partecipazione della popolazione. Con la globalizzazione i territori devono assumere la capacità di internazionalizzarsi, essere, quindi, in grado di ricalibrare gli strumenti del management e della gestione. Devono farsi sistema facendosi forti di caratteristiche distintive, inventando anche nuovi modi di fare turismo. Globalizzare non deve significare snaturare un territorio, bensì rendere una ricchezza più accessibile.
Walter Abbondanti

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