Globalizzazione non globalista
Era ora che si risuscitasse Wilhelm Röpke (1899-1966), economista tedesco protestante tra i protagonisti della rinascita della Germania contemporanea, notissimo negli Stati Uniti d’America e in Italia — salvo rare eccezioni in anni lontanissimi — sconosciuto ai più, anche “liberali”. Dopo l’antologia Umanesimo liberale curata da Massimo Baldini (Rubbettino, Soveria Mannelli [Catanzaro] 2000), il fascicolo di luglio-agosto (anno 8, n. 4) del bimestrale Ideazione, diretto a Roma da Domenico Menniti, gli rende opportunamente omaggio grazie a Francesco Forte, ordinario di Scienza delle finanze all’Università La Sapienza di Roma.
Nel numero successivo, il 5 di settembre-ottobre che esce proprio oggi, Ideazione presenta un dossier dal titolo Global o non global? L’obiettivo è ambizioso, ma non pretenzioso: «Fare chiarezza — dice il caporedattore Luciano Lanna — distinguendo tra globalizzazione (una ineluttabile e “innovativa” realtà economica e comunicativa) e globalismo (una filosofia politica e della storia, e un progetto ideologico essenzialmente anti-liberali)». Intervengono Giuseppe Sacco, Carlo Lottieri, Carlo Jean, Carlo Maria Santoro e Domenico Caccamo, oltre al presidente di Confindustria Antonio D’Amato e all’economista Paolo Del Debbio, assessore per le Aree urbane del Comune di Milano, che inquadrano il fenomeno dal punto di vista degl’imprenditori e della Chiesa cattolica. E se Mennitti fa poi il punto sul dibattito italiano del dopo-Genova, Lanna affronta l’“ideologia del No Logo” pubblicizzata dalla giornalista canadese Naomi Klein, contrapponendogli un “elogio della griffe”. (Su queste tematiche, di grande momento, tornerà in ottobre anche il romano Area di Marcello De Angelis — una precedente Edicola, che si scusa, ne aveva sbadatamente sbagliato il nome di battesimo —, il mensile della “Destra sociale” italiana.)
Ma non è tutto. Ideazione presenta anche un secondo dossier su intellettuali e politica in Italia (Oltre l’egemonia), animato da Pierluigi Battista, Alessandro Campi, Eugenia Roccella, Ruggero Guarini, Francesco Forte, Francesco Valenti, più il direttore di Tempi Luigi Amicone.
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