Glorenza, civitas signorile

Di Manes Enzo
24 Agosto 2006

Minuscola Glorenza. Con appena 850 abitanti è la più piccola città dell’Alto Adige. La si raggiunge salendo la Val Venosta che porta al Passo Resia, storico confine, anche di battaglia, con l’Austria. Ma è dirimpettaia pure della Svizzera. Il paesaggio è magnifico. Un solo tappeto verde contrappuntato da migliaia di alberi da frutta. Qualcuno d’albicocca, per lo più di mele. Pregiate e assai gustose. Fermarsi a Glorenza, città medievale completa, significa fare un affascinante viaggio nel passato. Cinta da mura rinascimentali che l’avvolgono in un caldo abbraccio, essa si dispone all’incontro, invogliando al passeggio tra le sue caratteristiche viuzze. Con l’imbattersi negli antichi portici del Trecento, nelle fortificazioni e negli edifici dal tratto signorile costruiti in epoche seguenti. Originariamente un paese, Glorenza negli anni 1291 – 1294 ottenne dal principe regnante del Tirolo, Mainardo II, il privilegio di “civitas”. La sua stagione aurea si deve far risalire ai secoli XIV e XV. Uscendo dal borgo, non prima di essersi deliziati con qualche fetta del prelibato speck della Val Venosta, è doverosa la sosta alla vicinissima Abbazia di Marienberg. A Burgusio (Monte Maria). I primi monaci giunsero dal convento svevo di Ottobeuren e fecero di Monte Maria un centro religioso di lingua tedesca in un circondario retroromanico. Il monastero barocco fu messo più volte a dura prova. Dalla peste, dalle guerre contadine e da agitazioni a carattere religioso. Toccò a monaci svevi il compito di ridarle splendore, ampliandone la struttura e cambiandone l’aspetto per l’appunto in stile barocco. Mentre a rimembrare il periodo romanico restano il portale principale e i suggestivi affreschi che arricchiscono la cripta. Per chi volesse pernottare a Glorenza si rimanda al sito www.comune.glorenza.bz.it e quindi al link Tempo libero &Turismo.

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