La Gran Bretagna vuole diventare la patria della bici (e vietare la benzina nel 2040)
La Gran Bretagna deve diventare la patria del ciclista, parola di David Cameron. Il politico inglese ha infatti presentato la mole di investimenti pubblici che ha intenzione di fare, per invogliare i britannici a utilizzare la bicicletta piuttosto che l’auto. L’esempio da seguire, secondo Cameron, è l’Olanda o la Germania, che hanno strade ben attrezzate e segnalate. Si comincia a investire 94 milioni di sterline, necessari a implementare la rete di piste ciclabili in alcune grandi centri urbani, come Manchester, Leeds, Birmingham, Newcastle, Bristol, Cambridge, Oxford e Norwich. «Molte persone vogliono andare in bici e noi vogliamo fare in modo che per loro sia più facile», ha detto il premier.
LIBERAL FELICI. I più entusiasti di quest’idea sono i liberaldemocratici. Il deputato Julian Huppert ha lanciato un’ulteriore proposta per tutelare i ciclisti negli incidenti stradali. Gli automobilisti saranno ritenuti sempre colpevoli del sinistro, “presumed guilty”, a meno che non riescano a dimostrare il contrario. A loro volta, però, i ciclisti saranno sempre presunti colpevoli nel caso in cui abbiano investito un pedone. Lotta dura anche nei confronti di chi parcheggia su piste ciclabili, e per contro, nei confronti dei ciclisti che non rispettano le norme stradali. Nick Clegg, capo dei lib-dem, vorrebbe addirittuta utopisticamente arrivare a vietare la circolazione con mezzi a benzina e diesel entro il 2040.
Tutte queste mosse pro ciclisti costeranno ai contribuenti un totale di 1,2 miliardi di sterline, in un momento in cui la spesa pubblica inglese è stata tagliata quanto più possibile. Per ogni cittadino lo stato dovrà quindi stanziare un”fondo bici” di 20 sterline.
Articoli correlati
1 commento
I commenti sono chiusi.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!
una domanda all’autore: il progetto di cameron è per dipendere meno dal petrolio o per ideologia?
una domanda per tutti: se fosse affermativo il primo caso, può un politico, legittimato dal popolo, prendere decisioni restrittive nella speranza che siano un vantaggio domani? io non ho una risposta definitiva. voi che dite?