Grandi illusioni
Nel 1937, il regista francese Jean Renoir fece un bel film dal titolo “La grande illusione”, un “cult”, come si dice oggi. A esserne capaci, in Italia si potrebbe oggi girare un film meno coinvolgente e poetico, ma ugualmente legato a una certa visione utopica. Titolo: “Le due grandi illusioni”. Quali sono? I tentativi, fatti in questi ultimi dieci anni, di creare un sistema bipolare fondato da un lato su un partito liberale di massa (Forza Italia) e dall’altro su un partito riformista di massa (l’Ulivo con annessi e connessi). L’impresa sembra ormai disperata, prima ancora che utopica.
Le attese di una autentica svolta liberale in Italia sono rimaste tali. Difficile vedere oggi, in Forza Italia un soggetto politico con la capacità di realizzare un programma che suscitò tante speranze e raccolse tanti consensi. Il problema è quello di vedere se nell’ultimo scorcio di legislatura, dopo appuntamenti elettorali problematici, si arriverà a qualche realizzazione.
Tuttavia, anche l’Ulivo, il “triciclo” e altri sembrano molto lontani da quella vocazione riformista tanto sbandierata in questi anni. Una coalizione eterogenea che deve fare i conti con i “cubani” Diliberto e Rizzo, con quel “riformista” di Fausto Bertinotti, farebbe rivoltare nella tomba non Filippo Turati e Anna Kuliscioff, ma persino il comunista Giorgio Amendola.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!