GranTurismo, regina di Ginevra
È la regina del salone di Ginevra, il primo della stagione aumobilistica europea. E porta le firme italiane di Maserati e Pininfarina. Dire solo che è bella significherebbe diminuirne i pregi e il concetto di base. Perché Maserati GranTurismo è qualcosa di più che bella, è la rappresentazione estrema e inimitabile di un concetto che sublima sessant’anni di storia. Una storia iniziata quando Battista “Pinin” Farina realizzò la prima Maserati Gran Turismo, nel 1947. Da allora è un susseguirsi di capolavori, fino ad arrivare alla Quattroporte, un’ammiraglia che ha recentemente adottato il cambio automatico per espandersi sui mercati americani e del sud asiatico.
Era molto attesa, la GranTurismo, dagli appassionati della Maserati, e anche dai concessionari che la considerano, dopo la Quattroporte Automatica, un importante atout per la completa rinascita. È arrivata, aristocratica come una regina, sulla passerella più bella del salone ginevrino, ricco di novità e di concept car che arrivano da tutto il mondo. E, davvero, si rimane quasi di stucco, girando intorno alla GranTurismo, il cui stile è l’ennesimo miracolo della Pininfarina. Linee tese, ispirate alla Quattroporte, realizzate con mano sapiente, passaruota bombati che mettono in chiaro senza equivoci che siamo di fronte a un’autentica, elegantissima vettura. Si tratta di una supercar muscolosa, fruibile tutti i giorni, con un handling eccellente, grande sportività, coinvolgente nella guida. Allo stesso tempo è un’auto con una cura del comfort, dei materiali, dei dettagli, una spaziosità interna e abitabilità per quattro persone: gli interni sono in pelle perché il fortunato che ha la possibilità di acquistarla pensa anche ad avere la massima comodità.
La nuova GranTurismo del Tridente è una sportiva di alte prestazioni. Alla Maserati dicono sia entusiasmante da guidare. Ha lo stesso motore della Quattroporte Automatica, il V8 4.2 da 405 cavalli (5 in più rispetto all’ammiraglia) a 7.100 giri al minuto (il massimo regime permesso è di 7.250 giri), per una coppia massima di 460 Nm, un passo di 2.938 millimetri e una ripartizione dei pesi del 49 per cento sull’anteriore e 51 per cento sul posteriore, esattamente come la “sorella” berlina. Il cambio è automatico e dotato di controllo auto-adattivo che adegua il tipo di cambiata allo stile di guida e alle condizioni di marcia. La velocità massima supera i 285 chilometri all’ora e il consumo combinato (ma chi acquista una Maserati che bisogno avrebbe di saperlo?) è di 14,7 litri di “verde” ogni 100 chilometri.
La tradizione Maserati con il concetto di GranTurismo inizia, come si diceva, nel 1947 e proprio in occasione del salone dell’auto di Ginevra, dove, su richiesta di alcuni clienti, la casa del Tridente presentò la sua prima GranTurismo, già allora carrozzata da Pinin Farina, a partire dal telaio da competizione della A6 1.500 cc. Si trattava della prima Maserati stradale e fu prodotta in soli 58 esemplari. La scelta del nome del nuovo modello rientra quindi in quella tradizione di stile, eleganza e prestazioni. Insomma, nella più prestigiosa concezione del made in Italy.
«Pininfarina, rapporto stimolante»
Roberto Ronchi, amministratore delegato di Maserati, si propone un obiettivo con la GranTurismo: «Questo modello, assieme alla Quattroporte Automatica, è destinato a farci superare quest’anno l’obiettivo delle 7 mila vetture consegnate ai clienti e a farci raggiungere il break even».
Un altro miracolo dal connubio Maserati-Pininfarina.
Pininfarina e Maserati sono tornati a lavorare insieme nel 2003 dando vita alla Quattroporte. L’enorme successo ottenuto da parte dei clienti, con 9 mila vetture vendute in tre anni, e il grande consenso ricevuto dalla stampa, che le ha assegnato importanti riconoscimenti internazionali, hanno portato l’azienda a decidere di continuare su questa strada. Ovviamente Maserati ha voluto valutare anche altre opzioni, ma la possibilità di continuare con Pininfarina era troppo stimolante, e la bellezza del nuovo coupé testimonia che la scelta fatta è quella giusta.
Come si sviluppa lo stile della GranTurismo?
Lo stile della Granturismo, soprattutto nel frontale e nella calandra, presenta tratti che rimandano alle celebri Maserati da competizione anni 50-70, mentre il resto del design è avantgarde, in modo da esaltare tutto il “pacchetto” tecnologico della vettura. Ancora una volta quindi, Pininfarina è riuscito a creare una forma di rara bellezza che riesce a unire i valori della tradizione Maserati con linee futuristiche che valorizzano i contenuti high-tech del coupé.
«Abbiamo trasformato un sogno in realtà»
«Creare una nuova Maserati – dice Andrea Pininfarina, presidente dell’azienda – è stato meraviglioso: non si è trattato appena di curare il design esterno ed interno, ma dell’occasione di realizzare qualcosa di inedito, l’opportunità di trasformare un sogno in realtà. Dal punto di vista tecnico, questo nuovo coupé dalla personalità decisamente sportiva ha il vantaggio di derivare da un prodotto collaudato come la Quattroporte. Sul fronte dello stile l’input arriva da Pininfarina: la GranTurismo, infatti, trae origine dal nostro concept Birdcage 75th».
Cosa ha ispirato il design della GranTurismo?
I volumi della GranTurismo sono una moderna visione delle grandi Maserati da corsa del passato, la cui carrozzeria discendeva da una semplice carlinga estrusa tirata verso il posteriore da una grande bocca ovale. L’esterno muscoloso ha una naturale ma decisa morbidezza, declinando e fluendo fino a creare una tensione dinamica che dà un aspetto solido ma sportivo. Il risultato è una forma potente ed elegante, tirata aderentemente sulla meccanica, il cui disegno senza tempo ricorda lo spirito delle mitiche vetture sportive del Tridente.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!