Grazia a Sofri, per fortuna il fronte dei favorevoli si allarga
Lui divide l’Italia, come sempre succede nel nostro Paese quando i riflettori si accendono sulle manette. è stato condannato, poi riconosciuto innocente, ma la sentenza è stata scritta male ed è stata annullata, poi di nuovo condannato. Questo è avvenuto non in tre gradi di giudizio, cioè in tre differenti processi come avviene solitamente, ma in molti di più. Parlo di Adriano Sofri. Chi lo conosce giura sia innocente, ma cosa conta questa opinione? Molti di quelli che hanno letto le carte ritengono che, sebbene non sia chiara la realtà dei fatti, lui sia stato sicuramente condannato ingiustamente. L’accusa si sarebbe basata, dicono, su un pentito non credibile, risvegliatosi dopo anni di silenzio, in difficoltà economiche, contattato dalle forze dell’ordine e non spontaneamente recatosi a testimoniare. Lui, Sofri, una volta condannato avrebbe potuto fuggire. Lo hanno fatto in tanti. Lui, Sofri, invece è rimasto ed è entrato in prigione. Non ha mai chiesto la grazia poiché si dice innocente, ma se l’avesse domandata gli sarebbe stata data. Solo questo aspettano i suoi avversari. Lui, per anni, resta in carcere. La grazia potrebbe essere concessa dal Presidente della Repubblica, ma il ministro della Giustizia si oppone. In questi anni, Sofri ha inondato i giornali di scritti e, nonostante il suo passato (qualunque esso sia), ha saputo rappresentare una coscienza civile attenta, vigile e critica. Oggi sta male. Ciampi potrebbe firmare. Come si dice? Meglio tardi che mai. Sono parole amare.
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