Grazie, ragazzi
Illustrissimo Presidente della Repubblica,
gli studenti dell’istituto Magistrale Erasmo da Rotterdam di Sesto San Giovanni, coinvolti dal tragico evento della morte di Monica, sapendo di interpretare il pensiero di tutti i loro coetanei, sentono la necessità di presentare una richiesta alla Sua attenzione in vista dei prossimi progetti di cambiamento della scuola.
«AIUTATECI A CAPIRE!» (dall’intervento di una studentessa al consiglio di Istituto)
La tragica vicenda di Monica e il tentativo di dare una spiegazione non illusoria o falsamente consolatoria a questo triste evento ha risvegliato in noi molte domande ed il desiderio di essere aiutati a capire il significato da dare al nostro venire a scuola e alla nostra vita. Abbiamo capito che la scuola non deve rinunciare a questo compito educativo e che da questo si deve partire per affrontare i programmi delle varie discipline, i progetti, le commissioni e tutto il resto. Abbiamo bisogno che gli insegnanti abbiano il tempo, e non solo in occasioni drammatiche come queste, di ascoltarci, di confrontarsi con noi giovani, di sollecitare la nostra libertà ed il nostro interesse con delle ipotesi positive sulla vita e sulla realtà. Allo stesso tempo, tuttavia, noi studenti siamo convinti che esista un rapporto di educazione reciproca: anche gli insegnanti possono arricchirsi attraverso il rapporto con noi. La pedana su cui stava la cattedra in tempi poi non così lontani dai nostri non c’è più, ma tante volte è come se i professori non fossero su una pedana, ma sulla sommità di una montagna lontana mille chilometri da noi. Questo succede perché il loro interagire con noi è spesso costretto dai tempi dello svolgimento del programma e delle interrogazioni, da tutti quegli apparati burocratici così freddi e impersonali che distolgono da un rapporto più concreto e vero. Pensiamo che la scuola non debba limitarsi ad istruire, a far acquistare delle tecniche ma debba rischiare di proporre dei perché, delle ragioni che siano alla base del nostro impegno e dei nostri sforzi. In questi giorni abbiamo scoperto che, quando si riconosce di avere le stesse domande sulla vita, scatta fra studenti e professori una vera amicizia e un vero rapporto di fiducia e di rispetto. Desideriamo che questo continui.
Signor Presidente, faccia in modo che il Ministro non si limiti a darci qualche psicologo in più, qualche competenza in più o qualche astratto valore in più! Faccia in modo che la scuola ci aiuti ad affrontare, dentro l’impegno di ogni giorno, le grandi domande della vita e che ci sia data la possibilità di imparare tutto questo da coloro che già oggi, nella scuola, ci testimoniano questa positività.
Grazie.
Gli studenti dell’Erasmo da Rotterdam di Sesto San Giovanni
Chiediamo a tutte le scuole di far propria questa richiesta e di inviarla al Ministro.
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