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Terra di nessuno

Guarda come sei ridotto, sole

Di Marina Corradi
29 Dicembre 2024
Era pallidissimo. Tanto era fredda la sua luce, che mi è sembrato la luna. Ma, insomma, era lui. Quasi sommerso da una nebbia come non la vedevo da anni
sole a Milano

Camminavo svelta l’altra mattina alle 8, gli occhi bassi, di fretta. Ma ho dovuto per forza alzare gli occhi: c’era nell’aria una luce inconsueta. Qualcosa che tornava da lontano.
L’ho visto, e per un attimo non l’ho riconosciuto: come quando dopo molti anni, vedendo un amico invecchiato e malato, si fatica a rintracciarne i lineamenti in un viso stanco. E lo ho fissata incredula: sei tu?, ho chiesto, e mi sono fermata sul marciapiede, tra gli altri che veloci andavano verso la metro.
Era pallidissimo. Tanto era fredda la sua luce, che mi è sembrato la luna. Attorno un’aura rosa chiarissima, che ingentiliva quella faccia un po’ spettrale. Ma, insomma, era il sole. Quasi sommerso da una nebbia come non la vedevo da anni.
Calano alla velocità della luce, i ricordi. Ed eccoli, taglienti: certe mattine in cui mio padre in auto mi portava da piazza Firenze a scuola, e si faceva, sulla vecchia Ds, corso Sempione, parallelo alla via in cui sono stamane. Allora c’era il riscaldamento a carbone...

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