Guerini non Nigrizia

Di Tempi
30 Gennaio 2003
Caro direttore, per la seconda volta leggo su Tempi la mia segnalazione di editore “di sinistra”

Caro direttore, per la seconda volta leggo su Tempi la mia segnalazione di editore “di sinistra”. La cosa di per sé non è un problema, né mi dà fastidio. Solamente, non mi ci riconosco. Ciò che io pubblico fa parte di un progetto editoriale, non politico. La velleità della mia casa Editrice è di dare sempre un qualcosa in più, offrire spunti, elementi e interpretazioni di valore al dibattito, sia esso politico, economico, storico, religioso. L’ambizione, come sai, è quella di rimanere sulla nostra posizione di casa editrice libera, in qualche modo ideale. Idealista finché si può. Senza compromessi, anche se questo significa a volte compromettersi. Non è una questione di “sinistra”, né di “destra”. È un’aspirazione civile. Che non sta né a destra né a sinistra. Forse sta sopra, non certo sotto. Quindi non definiamoci, non limitiamoci, non fissiamoci: semplicemente, ri-conosciamoci.
Cordialmente, Angelo Guerini

Caro Guerini, ci ri-conosciamo: ti vogliamo bene, lo sai, non foss’altro perché, oltre che i bertoldin brechtiani G. Strada e G. Chiesa (e almeno una prefazioncina pretesca di Oscar L. S., quello che pare abbia gongolato alla notizia della nomina di Paolo Moiola a caporedattore di “Missioni della Consolata”. Così ora gli ultracofferatiani dettano linea in tre su quattro delle maggiori riviste missionarie italiane: in Consolata, che pare acquisti anche Giulietto C.; a “Missione Oggi” – Saveriani; e a “Nigrizia” – Comboniani). Tu hai in catalogo libri seri e intelligenti (tipo l’antimeyssaniano “Il complotto”), che noi qui dovremmo recensire più spesso e volentieri. Perciò, hai ragione, grazie, “Guerini&Associati, editore senza etichette”.

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