GUIDA PRATICA DI REALTA’
Nell’ormai lontano ottobre del 2002 appariva sul Corriere della Sera un articolo firmato da Vittorio Campione e Luisa Ribolzi. Il primo era stato a lungo segretario particolare del ministro della Pubblica istruzione, Luigi Berlinguer. La seconda, docente di sociologia dell’educazione a Genova, è considerata vicina agli ambienti del centrodestra. L’articolo lanciava un’idea semplicissima ma, data l’infelicità dei tempi nostri, rivoluzionaria: i ragazzi non sono né di destra né di sinistra, e la scuola non può essere ribaltata a ogni cambio di maggioranza. I processi di cambiamento di un sistema così complesso richiedono necessariamente tempi lunghi (8-10 anni, ipotizzavano) per andare a regime, e se vogliono avere una qualche efficacia devono poggiare su elementi condivisi dagli opposti schieramenti.
Per dare un nome al gruppo che si era radunato intorno a Luisa e Vittorio e alle loro tesi il cronista coniò il termine di “gruppo del buon senso”, e l’etichetta è rimasta loro appiccicata. Come spesso succede però la voce del buon senso è rimasta inascoltata, e il ministero Moratti ha fatto la “sua” riforma, che già il centrosinistra minaccia di distruggere se vincerà le prossime elezioni. Ma i fedeli del buon senso (che comprendono, tra gli altri, il pedagogista della Moratti, Giuseppe Bertagna, e quello di Berlinguer, Roberto Maragliano, la diessina Claudia Mancina e il responsabile scuola della Cdo, Franco Nembrini) non demordono. Hanno continuato a incontrarsi e ora danno alle stampe un libello (Tutta un’altra scuola, a cura di Vittorio Campione, Paolo Ferratini e Luisa Ribolzi, Il Mulino, 10 euro) che raccoglie in modo articolato le loro riflessioni. Vengono messi a fuoco i problemi chiave del sistema italiano di istruzione e indicate alcune piste di lavoro per affrontarli in modo efficace.
Roberto Persico
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!