Gustose news su Ac, scimmie e Tempi indonesiani
Egregio direttore, sono un aderente all’Azione Cattolica e desidero segnalarle che questa associazione sta già istruendo i suoi aderenti su come comportarsi nel referendum costituzionale del 25 giugno. Nel numero di marzo del periodico Segno che viene inviato a tutti gli appartenenti all’associazione c’è un articolo a firma del Presidente nazionale del Meic, Renato Balduzzi, che spara a zero sulla riforma costituzionale approvata dal governo Berlusconi. Il signor Balduzzi è libero (siamo in democrazia) di pensare che questa riforma sia fatta male, ma non può servirsi di un organo, espressione della Presidenza nazionale di AC, per influenzare le opinioni di coloro che fanno parte dell’associazione. Il predetto periodico, poi, non sempre si è distinto per imparzialità di giudizio e spesso ha preso posizione velatamente a favore del centrosinistra.
Alberto Marcheggiani, via internet
Caro direttore, il Partito socialista spagnolo ha sollecitato il parlamento a riconoscere i “diritti umani” delle scimmie. Colpiti dall’ennesima provocazione abbiamo diffuso in università a Madrid il seguente volantino di giudizio: «Il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista convinto oppure il comunista convinto, ma la persona per la quale non c’è più differenza tra realtà e finzione, tra il vero e il falso» (Hannah Arendt). L’aspetto che più ci ha sorpreso della vicenda è stata la scarsa eco che una tale balzana notizia ha avuto sui mass media spagnoli. Questa passiva accettazione di qualsiasi mattana ci ha costretti a porci delle domande. è normale che ciò che è evidente (un uomo non è una scimmia) possa essere spacciato come verosimile? è insindacabile un giudizio che si trinceri dietro la premessa del “secondo me” (“secondo me le scimmie e gli uomini sono uguali”) oppure esistono criteri razionali che aiutano a distinguere l’evidentemente falso dall’evidentemente vero? Direttore, a che livello di irragionevolezza siamo giunti? L’unico modo per non vivere come schiavi del potere è essere sempre più consapevoli che abbiamo dentro di noi un criterio di evidenze ed esigenze originali oggettive che nessuno potrà mai manipolare, nemmeno noi stessi. Sono queste esigenze che ci fanno essere uomini, che costruiscono la nostra persona e ci permettono di affermare senza riserve che noi non siamo come le scimmie. L’unico modo di non essere «sudditi ideali del regime totalitario» è prendere sul serio queste esigenze ed esprimerle.
Raul Cobo, Madrid
Grazie, in Italia non è andata meglio (vedi le reazioni dei nostri “luminari” a pagina 13). Eppoi noi non siamo scimmie, siamo caimani.
Egregio direttore, si ricorda di me? Sono una sua lettrice italo-indonesiana. Tempo fa le chiesi il permesso di poter tradurre nella mia lingua madre gli articoli di Tempi per poterli poi diffondere nel mio paese. Giovedì scorso mi sono recata nell’edicola di una stazione della metropolitana di Milano per poter acquistare il settimanale. Mi sono accorta che non era stato inserito fra le copie del Giornale. L’edicolante, mentre rovistavo, mi ha ammonito: «Cosa sta cercando?». Gli ho risposto che cercavo Tempi. Lui me lo ha consegnato separato dal quotidiano, squadrandomi in cagnesco. Ho comprato il Giornale (con Tempi) e sono andata via. Ma poi ho letto la microscopica dicitura che in copertina recita: «In vendita abbinata obbligatoria gratuita con il Giornale». Sono tornata dall’edicolante e gli ho fatto presente la cosa, ma quello, infastidito, mi ha detto di rimando: «Non sei italiana e non capisci l’italiano, non sono obbligato a fare l’inserimento… bla, bla, bla…». Gli ho ribattuto che l’italiano lo capivo bene e che, forse, quello che non lo capiva era lui. Direttore, chi ha sbagliato?
Shirley Hadisandjaja, Milano
Ha sbagliato l’ozioso edicolante. Lei prosegua così e continui a tradurci in indonesiano.
Caro direttore, la sera della veglia di resurrezione (con la chiesa stracolma di fedeli) e poi il giorno di Pasqua ho distribuito ai presenti copia dell’articolo del quotidiano Il Foglio dal titolo “La battaglia per i principi non negoziabili nell’Italia di Prodi”. Ho poi fatto seguire questo mio commento: «Se dovessero andare in porto certi progetti anticristiani e quindi antiumani, presenti nella coalizione vincente, in forza della presenza di alcune forze politiche, circa la famiglia, la vita, la libertà di educazione, la sussidiarietà, credo che diversi cristiani, e non solo laici, ma anche preti e religiosi/e, dovrebbero sentire un forte rimorso di coscienza, se hanno ancora una coscienza cristiana, ispirata cioè all’insegnamento del Vangelo e della Chiesa, tramite i suoi pastori, e non all’ideologia o all’interesse di questo o di quel leader politico. Qui non si tratta del ponte di Messina, della Tav o della variante del valico o del Mose: si tratta di valori decisivi per il futuro della nostra umanità che non possiamo posporre a nient’altro. Nulla è più decisivo di questo». Sembra che qualcuno sia davvero entrato in crisi: speriamo bene per il futuro.
don Nino Origgi, Varese
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