HA RAGIONE L’ATEO FERRARA: “A VIVERE COSì CI SI DIVERTE MOLTISSIMO”
Massimiliano Lenzi, “Non solo scimpanzè”, Il Foglio, 6 giugno.
«Eccles citava un esempio in chiave di paradosso sull’origine del mondo: “Supponiamo l’esistenza di un magazzino di pezzi aeronautici, arriva un ciclone che per 100.000 anni fa roteare e scontrare tra loro quei pezzi. Quando si placa dove c’era il magazzino c’è una serie di quadrimotori. Ecco, stando proprio alla scienza, le probabilità che il caso abbia creato la vita sono più o meno quelle di questo esempio. con per giunta un’aggravante: da dove vengono i materiali del magazzino?”».
F. Agnoli, “Insieme a questi ragazzi…”, Avvenire, 10 giugno.
«Invece i giovani, oggi, avvertono che il problema è, anzitutto, un altro: sono le famiglie che si rompono, il rapporto genitori-figli, il concetto di matrimonio. Hanno imparato che non vi è nulla di solido, nulla di fisso, che siamo liberi quando ciò che abbiamo costruito possiamo annichilirlo, annullarlo immediatamente, con l’aborto o col divorzio, col suicidio, e forse, un domani, con l’eutanasia».
C. Maniaci, “Anche Ferrara in pellegrinaggio alla lunga marcia di chi non vota”, Libero, 12 giugno.
COMMENTO
Neanche le nuvole hanno convinto gli italiani ad andare a votare. Nemmeno sono bastati i continui appelli dei premi Nobel della scienza e delle prosperose soubrette dello spettacolo, falsi stereotipi della vita perfetta. Non possiamo credere che la vittoria dell’astensione sia dovuta a una bigotta obbedienza alla Chiesa, a una mera irresponsabilità civica o a una mancata presa di posizione, segno di immaturità. Forse la gente si è stancata di riporre le proprie speranze e di affidare i propri desideri ai miti di una scienza che continua a promettere di mettere a posto la vita, senza riuscirci mai. La positività della vita non sta nel sogno della sua perfezione, ma nella certezza del suo significato. Per questo oggi non guardiamo con speranza a chi coltiva la pretesa di autosufficienza dell’uomo che si risolve in un vagabondaggio solitario e melanconico. La nostra speranza sta, invece, nell’amicizia testimoniata dal popolo di Loreto.
Vogliamo camminare con i pellegrini, che, consapevoli dei loro limiti e dei loro bisogni, sono tuttavia certi dell’esistenza di una meta, affrontano la lunga strada, per quanto impervia e faticosa essa sia. Anche un ateo come Ferrara ha detto che, vivendo come se Dio esistesse, si diverte tantissimo.
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