Hannah Arendt

Di Tempi
28 Giugno 2000
ho seguito l'impulso di scriverti dopo aver letto via net il testo straordinario di Hannah Arendt...

Carissimo direttore ho seguito l’impulso di scriverti dopo aver letto via net il testo straordinario di Hannah Arendt. Ti do del tu, anche se non ci conosciamo direttamente, in nome di tempi passati, in cui i tuoi amici Simone e Intiglietta venivano a Genova a seguire il Clu. I germi di quei tempi sono rimasti (io a quei tempi ero giessino), e mi hanno impiantato in una radice vitale, sempre rinnovata, di cui io sono un germoglio un po` appassito ma eternamente vaccinato dalle malattie mortali del moralismo e dello spiritualismo. Vaccinato non nel senso di immune – Dio mi guardi dall’ipocrisia e dalla superbia- ma nel senso che pur ammalandomi spesso sono sempre curabile. La verità si scopre nell’esperienza, anzi è un`avvenimento, colpisce inaspettatamente come un avvenimento che chiede di diventare esperienza. “Il pensiero inizia quando un’esperienza di verità colpisce nel segno”. Complimenti per la vostra rivista, che mi allevia dal senso di perdita datomi dalla chiusura del Sabato: è un po’ come il regno di Aragorn, nel Signore degli anelli, un evento atteso e gioioso, e tuttavia triste, perchè si è verificato insieme alla necessità per gli elfi di abbandonare il mondo; si perde qualcosa di bello, ma il futuro viene salvaguardato sempre da quel filo di Provvidenza (come dice Tolkien) che agisce a modo suo anche attraverso gli sviluppi più terribili.

La cosa più bella di una rivista come la vostra si ha quando si scopre la bellezza e l’umanità presenti nel mondo, nel cuore degli uomini (non sto a dire “e delle donne, non sono “buonista”, e poi ho imparato che il plurale vale per tutti e due), nei fatti drammatici della vita, e pu~ essere la bellezza terribile di un guerrigliero, quella delicata di un pensiero, quella affascinante di una bella donna, di una barbera o di una partita di calcio, e si scopre che tutto grida per il suo compimento, come nelle doglie del parto. Auguri per tutto P.S Uscendo da 19 ore di scrutini (9 classi), appesantiti dagli orridi ciarpami burocratici sempre più aggiunti alla valutazione, ho la sensazione di essere, nella scuola, come gli ebrei sull’Eufrate che sognano le rive del Giordano.

Alberto Tondina, Genova.

Il Clu sta per universitari di CL, Tondina sta per una storia gloriosa che, Tempi o non Tempi, non smetterà mai di colpire nel segno.

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