HASTA LA VICTORIA IN IRAK
La sorpresa dell’alto tasso di partecipazione al voto per l’assemblea costituente costringe anche il più scettico degli osservatori a rivedere il giudizio sulla tormentata transizione irachena. Fino a ieri, nonostante le due risoluzioni del Consiglio di Sicurezza che legittimavano il governo ad interim di Allawi e la forza militare multinazionale, gran parte dell’opinione pubblica e dei governi europei ed arabi hanno considerato l’Irak un paese occupato da potenze straniere e retto da un governo collaborazionista. Oggi nessuna persona onesta può riconoscersi in questa visione: il coraggio di 8 milioni di elettori ha tributato alle forze politiche istituzionali e alla coalizione a guida anglo-americana quella legittimità che né l’Onu, né le armi avevano potuto determinare.
I media hanno evidenziato il ruolo della maggioranza sciita nel successo della tornata elettorale, ma merita altrettanta enfasi l’azione di due minoranze: i cristiani e i comunisti. Mentre in Europa le maggiori concentrazioni di scettici si individuavano proprio dentro a questi due gruppi (al punto che il comunista Gianni Vattimo definiva al Zarqawi un «combattente partigiano»), in Irak cristiani e comunisti, pur avendo a suo tempo condannato l’invasione anglo-americana del loro paese, hanno deliberato di partecipare al processo elettorale, decisione che è costata loro un pesante tributo di sangue. A Baghdad americani, cristiani e comunisti sono alleati, come 60 anni fa, contro quello che giudicano il male assoluto: i nuovi nazisti del Baath e i nuovi fascisti di Al Zarqawi e Al Qaeda. In Europa la posizione della sinistra nei riguardi dei nuovi nazi-fascisti continua ad assomigliare a quella di Stalin al tempo del patto Molotov-Ribbentrop: una benevola neutralità, motivata dalla segreta speranza che il mostro Hitler avrebbe messo in ginocchio le potenze capitaliste, spianando inconsapevolmente la strada al trionfo del comunismo. Stalin si ricredette solo quando l’Urss fu aggredita. Agli antiamericani nostrani succederà lo stesso?
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