HASTA LA VICTORIA?
Cuba, aprile 2003. Settantacinque dissidenti vengono condannati a 1450 anni di carcere. Il processo riaccende per qualche momento i riflettori sulle malefatte di Castro. Le ambasciate europee lanciano la “guerra dei cocktail”: invitano ai loro ricevimenti noti dissidenti. Ma il gelo dura poco. La Spagna zapaterista si commuove per il rilascio di sedici carcerati e riapre i rapporti. Dietro di lei riprende fiato il coro dei nostalgici della “revo-lución”: i condannati sono al soldo dei gringos, che non contenti di affamare il paradiso socialista lo calunniano pure.
Chi voglia farsi un’idea di come stanno le cose non ha che da sfogliare l’agile, drammatico libretto appena stampato da un piccolo editore fuori dal coro. Niente opinioni, solo fatti: documenti di Amnesty International, Human Rights Watch, Reporters senza frontiere e altri che testimoniano al di là di ogni ragionevole dubbio la natura repressiva del regime castrista. «Ricordate le centinaia di detenuti politici nelle carceri dell’Avana e vi si risponderà con la lotta all’analfabetismo e il progresso della medicina» si legge nella prefazione. E poi: «Immaginate il coro di proteste se, interrogati sui crimini del nazismo, voi rispondeste ricordando i successi del Reich nella lotta alla disoccupazione o la costruzione della rete autostradale!».
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