Hillary, un po’ Bush un po’ Clinton

In un nuovo libro scritto da un famoso editorialista conservatore si sostiene che, se non viene affrontata ora, Hillary Clinton sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti. Il libro si intitola Can she be stopped? e il suo autore è l’editorialista del New York Post John Podhoretz, figlio di Norman Podhoretz, ex direttore della prestigiosa rivesta mensile ebraica Commentary, che ha rinunciato alle sue idee ultra-liberal degli anni Sessanta e Settanta ed è diventato uno dei fondatori del movimento neoconservatore.
Secondo Podhoretz, i repubblicani (e molti democratici ai quali la signora Clintion non piace affatto) stanno commettendo l’errore di pensare che Hillary Clinton sia una figura troppo controversa e divisiva per essere eletta. Devono invece rendersi conto che questa è esattamente la ragione per cui potrebbe essere eletta. Gli elettori, sostiene Podhoretz, cercheranno un leader deciso e risoluto, capace di affrontare le minacce alla sicurezza nazionale. In questo contesto, la prima donna candidato alla carica di presidente degli Stati Uniti avrebbe il problema di essere considerata troppo soft e troppo femminilmente debole in un “mondo di macho”. Soltanto donne come Golda Meir, Indira Ghandi e Margaret Thatcher sono riuscite a superare l’ostacolo politico rappresentato dalla loro appartenenza al sesso debole. Hillary Clinton sta appunto cercando di inserirsi nello stesso campo. A quanto pare, molti elettori la considerano un leader più deciso del suo marito ed ex presidente Bill Clinton. è ritenuta una politica molto aggressiva che esige una fedeltà totale.
In questo periodo la sua tattica politica consiste nel collocarsi in una posizione di centro sulle questioni in cui la maggioranza degli elettori rifiuta la visione liberal, ma di votare segretamente in favore di quest’ultima, rassicurando così gli attivisti di sinistra che formano la base dell’attuale partito democratico sul fatto che starà dalla loro parte anche se pubblicamente deve mostrare un atteggiamento più conservatore. Riguardo alla questioni in cui non sembra esserci un’opinione condivisa dalla maggioranza, la signora Clinton di solito non prende posizione oppure sembra semplicemente prendere in considerazione tutte le possibili alternative.
Il solo modo per fermarla e impedirle di realizzare il suo piano è quello di costringerla continuamente a esprimere un voto sul “senso” delle risoluzioni del Senato, una tattica non legislativa usata dai partiti per cercare di limitare l’azione del ramo esecutivo e del ramo giudiziario del governo. Questo la obbligherà a prendere posizioni precise su tutte le questioni più controverse.

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