Ho deciso, fonderò la casa degli schifati

Di Fred Perri
29 Novembre 2007

L’altro giorno sono salito sul predellino della mia motoretta e ho annunciato alle mie figlie che facevano finta di non conoscermi e ad alcuni vicini che tiravano dritto lo scioglimento del mio vecchio partito e la nascita del nuovo, il PdPP, destinato a diventare la nuova grande forza democratica capace di dare voce a chi non ce l’ha, alle parti migliori della società civile, alla “ggggente”. E via di seguito con scemenze simili. Come, cosa vuol dire PdPP? Ah, scusate: Partito delle Palle Piene. Sono in una fase piuttosto contro. Mi sembra che, da destra a sinistra, ci rimbambiscano e basta. Mi sembrano tutti uguali. Un esempio. Io non sopporto quelli che in Occidente si vestono da monaci tibetani o fanno i buddisti come se fossero nati nel Nepal. Non subisco il fascino del Dalai Lama, quel vecchietto che va in giro avvolto in tuniche dai colori accesi. Però ho trovato veramente sconcertante l’imbarazzo che accompagna il suo prossimo viaggio in Italia. A Milano, Comune, Provincia e Regione stanno arrampicandosi sugli specchi perché non vogliono irritare i cinesi. In ballo c’è l’Expo. E tra un anno c’è l’Olimpiade in Cina. Ci sarebbe da dire qualcosa sui diritti civili e su altre facezie simili, ma destra e sinistra, unite da interessi di bottega, glissano con nonchalance. Aderite al mio partito, compagni e amici, non cambieremo il mondo, ma almeno diremo che ci fa schifo.

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