HOOLIGANI NOSTRANI

Di A Cura Del Clu
21 Aprile 2005

C’è un piacere particolare, da parte dell’Europa, a menarci il torrone. Da Berlusconi a Buttiglione, dai bilanci al traforo del Monte Bianco, siamo sempre dalla parte del torto. E noi subiamo, anche perché buona parte della nostra (sedicente) intellighentsia ha la erre moscia o il birignao oxfordiano e sostiene allegra le rimostranze dello straniero. Gli stessi che applaudono gli attacchi all’Italia del Berlusca (non un fenomeno, intendiamoci), vanno sulla difensiva quando l’Uefa interviene pesantemente per castigare le gesta degli ultrà di casa nostra. C’è sempre il Paolo Cento di turno che si erge a nume tutelare dei violenti che rendono i nostri stadi infrequentabili. “No alla repressione” ha detto Bertinotti.
E invece, compagni e amici, è nel calcio che noi abbiamo veramente da imparare dall’Europa. A Liverpool i poliziotti erano un quarto rispetto a Torino, dove ci sono stati scontri e arresti, e non c’erano barriere. Lassù non è volato un pezzetto di carta. Di Milano sapete tutti. Il 29 maggio del 1985, un cocktail di stupidità belga e follia britannica mandò 39 anime al Creatore. Vent’anni dopo, gli inglesi sono i buoni e noi i cattivi. Prendiamo lezioni dall’Europa giusta.

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