The Hours

Di Simone Fortunato
13 Marzo 2003
“Avrebbe potuto, non è. Ma la brutta Kidman avrà la sua statuetta”

La vita di tre donne, in luoghi ed epoche diverse, è segnata dal romanzo “Mrs. Dalloway” di Virginia Wolf.

Le premesse per un grande film c’erano tutte: un cast di stelle (Kidman-Moore-Streep); un regista incensato (Stephen Daldry già autore di Billy Elliot); un premio Pulitzer come autore di riferimento (Michael Cunningham). Eppur non si muove. Né suggestiona The Hours. Tre donne ed un presente pieno di dolore. Tutto sfugge e nulla sembra poter essere posseduto: l’amore, le gioie di ogni giorno, la felicità. Tutto passa nulla rimane. L’assunto di partenza è interessante così come la scansione narrativa in tre storie, ma Daldry non è un buon regista e si vede. Narrazione piatta, ritmo blando ed un montaggio imperfetto lasciano al buio uno spettatore che per un’ora fa fatica a distinguere storie e personaggi in gioco e nei restanti 30 minuti si aspetta una scena madre che non arriverà mai. Faticoso da seguire, e abbastanza superficiale nella trattazione psicologica di personaggi statici e più confusi che infelici.
La Kidman, resa orribile dal make-up, porterà a casa la sua tanto sospirata statuetta.

di S. Daldry
con J. Moore, N. Kidman

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