HUGO CHAVEZ, L’EROE DEI POVERI (A ROVESCIO)

Moratti gli organizza un’amichevole a porte chiuse dell’Inter con la nazionale del suo Venezuela, avendo scoperto grazie alla mega-squalifica Uefa che i veri sovrani si godono gli spettacoli in privato, meglio se l’intimità è rappresentata da un grande stadio vuoto dove ventitrè uomini in mutande corrono dietro alla palla sotto gli occhi di pochi guardoni; Gian Antonio Stella si arrovella attorno al dubbio amletico se si tratti di un populista di destra che piace a sinistra oppure di un populista di sinistra che non dispiace a destra. La verità semplicina è che Hugo Chavez Frias, presidentissimo ex golpista della Repubblica Bolivariana del Venezuela, si considera fratello di sangue di Fidel Castro e dei No Global, nemico giurato degli yankees e protettore di tutti i poveri. Ma finora l’unica cosa che ha saputo fare per questi ultimi è aumentarne il numero. In Perù e Colombia, vicini del Venezuela afflitti da gravi problemi, coloro che vivono con meno di 2 dollari al giorno sono rispettivamente il 54 ed il 52 per cento della popolazione; in Venezuela, dopo cinque anni di cura Chavez (1999-2004) i poveri con meno di 2 dollari al giorno sono saliti dal 43 al 53 per cento della popolazione. è successo nel periodo in cui, grazie all’aumento del prezzo degli idrocarburi, le entrate venezuelane da petrolio quasi raddoppiavano.
Da quando Chavez è presidente, l’Isu (Indice di sviluppo umano) del Venezuela cresce di 1 millesimo di punto l’anno, mentre fra l’85 e il ’90 era cresciuto alla media di 4 millesimi e fra il ’90 e il 2000 alla media annua di 2. Il Venezuela, che nel Rapporto 1998 sullo sviluppo umano del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Pnus) era al 46° posto, nel Rapporto 2004 è sceso al 68°, passando dal gruppo dei paesi ad alto sviluppo a quello dei paesi a sviluppo medio. Tutto merito del nuovo eroe dei No global.
Rodolfo Casadei

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