Humus in fabula
L’energia pulita è possibile.
La ricetta di Sorgenia
Sorgenia è una giovane società impegnata nei comparti dell’energia e del gas naturale. Nata nel 1999 con il nome di Energia, è uno dei primi cinque operatori del mercato italiano. Il direttore generale Riccardo Bani ha salutato con grande interesse la liberalizzazione del settore: «Rappresenta un’enorme opportunità di business alla quale risponderemo in modo efficiente, integrando innovazione, attenzione al cliente e tutela dell’ambiente». Al successo di Sorgenia ha contribuito una collaudata rete commerciale, costituita da 800 venditori e che presto sarà affiancata da nuove tipologie distributive. «In vista dell’apertura del settore – sottolinea Bani -, entro l’estate, abbiamo in programma l’avvio di un network per la vendita di energia e gas che arriverà a coinvolgere 500 negozi, destinati a raddoppiarsi per la fine dell’anno». Liberalizzazioni a parte, i progetti futuri di Sorgenia sono ambiziosi. «Il gruppo – conclude Bani – prevede di completare entro il 2010 il piano industriale che prevede investimenti complessivi pari a 2,8 miliardi di euro nella realizzazione di nuovi impianti, con particolare attenzione alle fonti a basso impatto ambientale e rinnovabili». Sulla scia di questi impegni sono da poco entrate in funzione due nuove centrali idroelettriche di Sorgenia, a Pontey, in provincia di Aosta. Le due centrali sono impianti “mini-idro” cioè ad acqua fluente che sfruttano la deviazione solo parziale dei corsi d’acqua. Nonostante la produzione di energia idroelettrica avvenga sempre in “modo pulito” senza alcuna emissione inquinante in atmosfera, le dighe e i grandi impianti idroelettrici impattano sull’ecosistema e spesso provocano conflitti con altri fruitori d’acqua. Conclusa quindi l’era delle grandi dighe, la politica di Sorgenia è quella di realizzare impianti di piccola dimensione e di recuperare centraline dismesse che nel loro insieme contribuiscono all’ulteriore diffusione di produzione idroelettrica. Il buon rapporto fra portata minima d’acqua e un’apprezzabile produzione di energia elettrica assicura perciò all’ecosistema fluviale un naturale processo biologico e fisico.
L’installazione di “scale di risalita” consente il passaggio della fauna acquatica anche in presenza degli sbarramenti, mentre apposite reti evitano che i pesci entrino nelle turbine o nell’opera di presa. Inoltre nei confronti degli altri fruitori del corso d’acqua, ad esempio gestori dell’acqua potabile e pescatori, sono stato adottati precisi accorgimenti per consentirne le attività. Le strutture di servizio di Pontey sono di dimensioni contenute, costruite secondo lo stile architettonico tipico delle aree dove sono collocate, perfettamente integrate nel panorama circostante in modo da non recare danni al turismo anche in una zona ad alta valenza paesaggistico-ambientale come la Val d’Aosta.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!