Humus in fabula

La qualità dell’aria lombarda
La regione Lombardia, si ritrova costretta a restringere il piano sulla qualità dell’aria nella parte che riguarda le limitazioni permanenti al traffico veicolare. Il ricorso del Governo di Roma alla Corte Costituzionale e la mancata emanazione dei regolamenti ministeriali per i filtri antiparticolato per i mezzi privati impediscono alla giunta lombarda di emanare provvedimenti attuativi della legge regionale n. 24/2006 che stabiliva lo stop alla circolazione per le moto a due tempi Euro 0 e per tutti gli altri veicoli diesel o benzina Euro 0. La limitazione prevista verrà invece attuata sul trasporto pubblico locale: a partire dal 1 luglio non potranno più circolare gli autobus a gasolio Euro 0, che dovranno essere o sostituiti o dotati di filtro antiparticolato. Lo ha comunicato in una conferenza stampa il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, affiancato dall’assessore alla Qualità dell’ambiente, Marco Pagnoncelli. Per quanto riguarda la norma sull’omologazione dei filtri antiparticolato, Formigoni ha ricordato di averle sollecitate da una anno a questa parte, ripetutamente ai ministri competenti. Anche qui – ha proseguito Formigoni «C’è stata finora totale inadempienza. Pertanto ad oggi i cittadini non possono installare i filtri, che pure esistono, sulle loro auto. E nemmeno possono installare i filtri gli autobus privati e a noleggio: la burocrazia ministeriale ha addirittura emanato la direttiva solo per i bus di trasporto pubblico locale e non per i pullman».

Tra Sogin e Areva
Sogin e Areva hanno sottoscritto il contratto per il riprocessamento di 235 tonnellate di combustibile nucleare irraggiato, ancora presente in Italia. Il contratto che implementa l’accordo intergovernativo fra Italia e Francia prevede il trasporto, il trattamento e il condizionamento del combustibile delle ex centrali di Caorso, Trino e Garigliano. Le operazioni di trasferimento del combustibile saranno avviate nel 2007 e richiederanno circa cinque anni. Dopo il trattamento, che avrà luogo nello stabilimento di La Hague, i residui rientreranno in Italia entro il 31 dicembre 2025. Il trattamento del combustibile irraggiato permette, infatti, di separare le materie valorizzabili, per le quali Areva si è impegnata a individuare un futuro impiego, dai rifiuti finali, che saranno restituiti in una forma che ne riduce il volume e ne garantisce la sicurezza nel lungo termine. «Con la firma di questo contratto – ha detto Massimo Romano, amministratore delegato di Sogin -, l’Italia condivide con altri Paesi, fortemente impegnati nella produzione nucleare, la scelta di riprocessare il combustibile irraggiato e rende più certi tempi e modalità del piano di decommissioning degli ex impianti nucleari. L’avvio del riprocessamento consentirà, infatti, di realizzare le operazioni di bonifica dei siti in condizioni di maggior sicurezza e in un clima di proficua collaborazione con i territori interessati». L’accordo siglato ha un calore oltre 250 milioni di euro.

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