Humus in fabula
La cultura dello sviluppo sostenibile
Martedì 19 giugno, a Milano sono state premiate da Conai le migliori realizzazioni di imballaggi eco-compatibili. Un vero e proprio oscar per le imprese più virtuose. L’iniziativa rientra nella strategia di “Pensare Futuro”, il progetto messo a punto da Conai per diffondere presso le imprese la cultura dello sviluppo sostenibile e valorizzarne l’impegno sul fronte della prevenzione. L’Oscar è un riconoscimento dell’Istituto italiano dell’imballaggio. Quest’anno, in occasione del 50° anniversario dell’Oscar e del 10° anno di attività di Conai, è stata realizzata una nuova edizione dedicata all’ambiente. Nel corso della manifestazione è emerso che la responsabilità sociale e ambientale d’impresa è in aumento, e si stanno riducendo notevolmente i “pesi” specifici di lattine, acciaio e vetro. Giancarlo Longhi, direttore generale Conai, ha sottolineato: «Adottare una politica di prevenzione sull’imballaggio è il primo passo per ottimizzare l’impatto ambientale dell’intero ciclo produttivo e di recupero dei materiali. La risposta del mondo industriale comincia ad essere significativa, negli ultimi 10 anni il peso e lo spessore degli imballaggi si è ridotto in misura consistente (lattine di alluminio -9 per cento, scatoletta acciaio -30; bottiglie in plastica da 45 gr. a 30 gr., ecc.) e l’uso dei materiali da riciclo ha raggiunto livelli molto elevati; nel settore cartario, la fibra di riciclo rappresenta il 90 per cento della materia prima di fabbricazione degli imballaggi in cartone ondulato».
L’ambiente di Bondi e Buttiglione
è stato presentato a Roma, il 26 giugno, il movimento ecologista liberal-democratico: “Fare Ambiente”. Tra i promotori, Sandro Bondi e Rocco Buttiglione. Il responsabile nazionale Vincenzo Pepe (docente di diritto ambientale alla Seconda Università di Napoli), per fugare subito ogni dubbio, ha spiegato che “il movimento ha un’impostazione opposta all’ambientalismo fondamentalista che va per la maggiore in Italia. Si ispira al liberalismo solidaristico e si sviluppa nella forma dello Stato sussidiario. Mira alla responsabilizzazione dell’individuo, allo sviluppo sostenibile e interpreta l’ambiente come un valore trasversale da considerare parte di tutte le politiche». “Fare Ambiente” punterà sulle biodiversità, sull’idrogeno e su una nuova politica delle fonti energetiche, senza escludere la possibilità del ritorno al nucleare. Al movimento hanno aderito, sino ad ora, cinquemila persone appartenenti in maggioranza al mondo dell’università. Presidente onorario e autore del manifesto del movimento è Francesco Sisinni, per più di 20 anni direttore generale dei Beni culturali e ambientali e collaboratore di Giovanni Spadolini. «La tutela dell’ambiente – spiega Sisinni – non può non coniugarsi con la valorizzazione. Quella per cui ci battiamo non è certo una tutela asfittica, negativa, che si risolve sempre in un no, ma capace di fare proposte». Per conoscere le iniziative del movimento si può visitare il sito http://www.fareambiente.it/.
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