Humus in fabula
La pulizia delle strade di Padova
è stata varata da poco un’importante iniziativa del Comune di Padova con AcegasAps. “Miglioriamo la Città, insieme!” è il progetto con il quale verranno messi in campo interventi straordinari e aggiuntivi alle attività già pianificate. Gli interventi supplementari vanno ad aggiungersi e integrano il grande impegno di AcegasAps, che già oggi, in condizioni standard, mette in campo ben 80 addetti per il servizio di pulizia del suolo pubblico, con un totale complessivo di 150 mila ore/anno di lavoro. A questi numeri si aggiungono quelli del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti: 100 addetti, 190 mila ore/anno di lavoro. Per quanto concerne gli interventi straordinari aggiuntivi messi a punto dall’amministrazione comunale e da AcegasAps, sono previsti la pulizia approfondita del pavé, il lavaggio di circa 30 chilometri di sottoportici, l’incremento dello spazzamento manuale nelle giornate festive, la raccolta dei rifiuti abbandonati nella zona pedonale del centro storico anche nel pomeriggio dei giorni festivi ed altri importanti interventi di manutenzione. I servizi operativi saranno supportati da un articolato programma di comunicazione, cui collaborerà anche Legambiente, che ha due obiettivi primari: informare sugli interventi straordinari per garantirne adeguata visibilità e sensibilizzare e coinvolgere sulle problematiche ambientali, al fine di favorire comportamenti in grado di migliorare l’attuale situazione.
Quanto ci costa smaltire i rifiuti
Il recente studio realizzato dall’Osservatorio prezzi & tariffe di Cittadinanzattiva per il biennio 2005/06, non lascia spazio a dubbi: i costi più alti in Italia per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani si registrano nella città di Caserta (circa 400 euro al mese). Più in generale, la media annua più elevata riguarda la Campania (264 euro). L’analisi è stata effettuata sulla base di una famiglia-tipo di tre persone con reddito lordo complessivo di 44.200 euro ed una casa di proprietà di 100 metri quadri. In media, in un anno le famiglie italiane hanno sostenuto nel 2006 una spesa di 206 euro per il servizio di smaltimento dei rifiuti, con un aumento del 3 per cento rispetto all’anno precedente. Sulla lievitazione delle tariffe pesa, tra l’altro, il passaggio da Tarsu a Tia. Al riguardo, a dieci anni di distanza dal Decreto Ronchi del 1997, solo il 41 per cento dei comuni capoluogo di provincia ha adottato, a fine 2006, la Tariffa d’igiene ambientale (Tia), mentre il 59 per cento è rimasta ferma alla Tarsu (Tassa smaltimento rifiuti solidi urbani). «In genere, in Italia il servizio smaltimento rifiuti meno funziona e più lo si paga» ha commentato il vice segretario generale di Cittadinanzattiva, Giustino Trincia. «Da Tarsu a Tia, per le tasche dei cittadini il risultato è quasi sempre un aumento delle spese, come dimostra il fatto che in un anno in circa 1/3 dei capoluoghi di provincia le tariffe sono aumentate oltre il tasso di inflazione».
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