Humus in fabula

I servizi di pubblica utilità di Asm
Asm è una delle più rilevanti società italiane nel campo della fornitura di energia elettrica e gas, è l’operatore di riferimento per la fornitura di servizi di pubblica utilità nei territori di Brescia e Bergamo, e a livello nazionale è presente nel settore della generazione di elettricità sia con centrali di proprietà sia attraverso la partecipazione in Endesa Italia. Asm sin dagli anni Settanta ha realizzato una rete di teleriscaldamento capace di servire un’intera città. Dalla fine degli anni Novanta, il calore distribuito a Brescia è prodotto anche grazie al recupero energetico dei rifiuti solidi urbani. L’integrazione fra l’impianto di termovalorizzazione dei rifiuti e la rete di teleriscaldamento fa di Brescia un caso conosciuto nel mondo. Ancora oggi, una delle caratteristiche di Asm è la capacità di ridefinire il proprio ruolo di fornitore di servizi: sempre a Brescia si sta sviluppando una rete di teleraffrescamento, mentre si estende a un territorio sempre più ampio l’offerta dei servizi internet – in futuro anche di telefonia- attraverso la rete elettrica.

Oneri corrono sul filo delle pmi
Il 30 gennaio Confartigianato ha presentato il rapporto Oneri corrono sul filo, realizzato nel dicembre 2006 con l’ufficio studi del settore energia, sui costi dell’energia elettrica per le pmi italiane. Le aziende spendono per la bolletta elettrica mediamente il 55 per cento in più rispetto alle aziende europee. Il costo per 100 kWh è di 13.96 euro contro i 9 degli altri paesi. Secondo i calcoli di Confartigianato le pmi pagano anzitutto i ritardi nella liberalizzazione del mercato, il prelievo fiscale sull’energia e la forte incidenza degli oneri di sistema. È stato stimato che il 25,3 per cento dell’importo delle bollette elettriche di artigiani e pmi, pari a 2 miliardi circa all’anno, serve a finanziare sia i “privilegi” fiscali delle grandi imprese sia una serie di vantaggi accumulati dai grandi consumatori di energia. Le pmi pagano un’aliquota media di imposta sul chilowattora che è 11,5 volte superiore a quella delle grandi aziende, una disparità che costa a ogni azienda 3.600 euro all’anno e 739,9 milioni di euro annui sulla bolletta elettrica. L’Italia sta diventando un paese con una forte incidenza economica e produttiva di pmi. Non tenerne conto oltre che miope è politicamente suicida.

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