Humus in fabula

E se pagasse davvero chi inquina?
La Commissione Europea ha inviato all’Italia il secondo e ultimo avvertimento scritto per il mancato recepimento completo della normativa comunitaria sulle acque. La direttiva in questione istituisce il quadro generale per la protezione di tutti i corpi idrici dell’Unione Europea e si pone l’obiettivo di ottenere, attraverso la riduzione dell’inquinamento e favorendo la cooperazione nella gestione delle risorse idriche all’interno di ogni bacino idrografico, una buona qualità delle acque entro il 2015. Una strategia fondata sulle logiche di precauzione, prevenzione e sul principio “chi inquina paga”. L’Italia ha il primato del consumo idrico in Europa e mantiene il terzo posto nella classifica mondiale, dopo gli Stati Uniti e il Canada, con 980 metri cubi di prelievo d’acqua annuo procapite. Secondo Il Centro nazionale delle ricerche la cattiva manutenzione degli acquedotti provoca nel Belpaese una dispersione media del 27 per cento dell’acqua che scorre nelle reti. Come sempre, il confronto fra Nord e Sud vede nel Mezzogiorno la Cenerentola, con una dispersione media pari al 30,4 per cento contro il 25,4 per cento del Centro-Nord. Nonostante le ripetute sollecitazioni proveniente da Bruxelles la situazione non è cambiata ed ora la Commissione potrebbe decidere di adire alla Corte di giustizia europea. Il prezzo da pagare per il nostro Paese, a questo punto, potrebbe essere davvero molto alto.

Il progetto sicurezza di Sogin
Il 17 luglio Sogin ha presentato alle organizzazioni sindacali di categoria un progetto volto ad allineare le condizioni di sicurezza delle attività di decommissioning degli impianti nucleari italiani ai migliori standard internazionali. Le attività, che avranno un costo di 80 milioni di euro, si svilupperanno nell’arco di 30 mesi e riguarderanno l’assetto degli impianti, l’organizzazione, la formazione e la comunicazione. «Siamo consapevoli che la sicurezza dei lavoratori, della popolazione e la tutela dell’ambiente – ha detto l’amministratore delegato Massimo Romano – sono elementi costitutivi dell’attività di smantellamento degli impianti e di gestione dei rifiuti nucleari». I principali interventi sugli impianti riguarderanno prioritariamente la caratterizzazione dei rifiuti, e la costruzione dei depositi a Garigliano, Latina e Casaccia, nonché la bonifica della piscina di Saluggia. Proprio sabato 21 luglio si sono concluse nel rispetto dei tempi e delle condizioni di sicurezza previsti, le operazioni di trasferimento del combustibile irraggiato dalla piscina dell’impianto Eurex a quella dell’adiacente deposito Avogadro di Saluggia. Lo svuotamento della piscina si è reso necessario a seguito del rilevamento di elementi di contaminazione in prossimità dell’impianto, seppur entro limiti irrilevanti dal punto di vista radiologico. Le operazioni di bonifica si concluderanno entro il prossimo mese di marzo con il trattamento dell’acqua e lo svuotamento della piscina.

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