I bimbi chiedono certezze
Qual è il terreno migliore in cui vendere sperimentazioni, idee, nuovi progetti? Ovvio, la scuola. E chi bisogna far sentire in colpa, tanto da poter vendere il prodotto che si propone? Ovvio, il genitore, con particolare preferenza per la madre, che compra più facilmente. Non c’è niente di più semplice. Troppe madri, che magari sono manager efficienti o dirigenti d’azienda in grado di affrontare qualsiasi problema, di fronte al figlio vanno in crisi per una festa di compleanno da preparare o per un pianto del genere “sentiti in colpa mamma”, e delegano di volta in volta ad animatori o psicologi il loro lavoro con questa frase solenne: «Qui ci vuole uno specialista».(Questo è sicuramente uno di quei casi in cui è un vantaggio avere molti figli e pochi soldi). Terreno troppo facile. Devono averlo ben capito gli specialisti che dai giornali cercano di far sentire la madre inadeguata di fronte ad una serie innumerevole di cose, di farla sentire in colpa, dalla cameretta che non sa scegliere con fantasia, all’obesità del figlio di cui è responsabile. Terreno troppo facile, così facile che l’ultima proposta che leggiamo sui giornali, aumentare gli psicologi nelle scuole, ci sembra quasi ovvia conclusione, o per meglio dire vendita: «…nei paesi scandinavi il rapporto psicologi-bambini (nella scuola) è di 1 a 1.000, da noi è 1 a 2.000».«Sempre più bimbi hanno bisogno dello psicologo», titola il servizio del Corsera dell’8 maggio. Sempre più bimbi hanno bisogno di certezze, e sempre più adulti, per darle loro, hanno bisogno di ritrovare uno scopo unitario nella vita, non si può essere da una parte manager efficiente dall’altra madre spaventata, titoleremmo noi. Sicuramente oggi di psicologi c’è bisogno, ma sopravvalutando e svendendosi per quei casi cui potrebbe benissimo far fronte una madre o un maestro che ci tenesse davvero, non si corre il rischio (troppa cronaca oggi ce lo ricorda) di “non avere tempo” per quei casi di effettiva malattia o disagio psichico?
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