I castelli in aria dei cretini
Il mestiere degli ideologi è la (più o meno) intelligente cancellazione della realtà. Dal minus Spike Lee («Bush criminale razzista») al plus Jesse Jackson («perché i neri sono sempre esclusi dal centro delle decisioni?»). Il mestiere dei giornalisti consiste invece principalmente nello stare di guardia ai fatti. è di ordine fattuale, per esempio, e neanche troppo originale, ahinoi, l’osservazione di tutti gli inviati a New Orleans, i quali trovano che, come ha detto il Senatore americano Barak Obama, «nelle catastrofi, in questo paese come altrove, sono sempre i poveri e i più vulnerabili a essere colpiti più duramente» (ne sanno qualcosa gli haitiani, che dalla lobby dei senatori democratici afro-americani ricevettero in regalo il presidente reverendo Aristide, detto anche “lo svaligiatore dei Caraibi”, il politico predicatore “al servizio dei poveri” che è riuscito a rapinare l’economia del già rapinato paese caraibico, a scappare coi soldi e a farsi ospitare col malloppo nel progressista Sudafrica, mentre a Port au Prince, intanto, si spara sui bambini come ai passeri e non c’è nemmeno un forno per il pane).
C’è poi un terzo settore, quello dei cretini, che è forse l’organizzazione non governativa più attiva nel mondo dei giornali e delle televisioni. Ora, che dei fatti del ciclone Katrina sia responsabile la politica neoliberista o la mancata sottoscrizione da parte degli Usa dell’accordo di Kyoto, lasciamolo dire ai Corradino Mineo e agli altri Jeremy Rifkin de noantri. Nei fatti del ciclone Katrina c’è forse stato il limite, da parte delle autorità scientifiche e della protezione civile (che c’entra Bush?), di aver sottostimato l’evento. E, se è vero quanto denunciato dal sindaco di New Orleans (l’America sta già mettendo in pista una commissione d’inchiesta in proposito, e da quelle parti di solito fanno sul serio, non la Mitrokhin o la Telekom Serbia), sembra si sia registrata una diffusa, grave diserzione da parte delle autorità di soccorso e di polizia (che c’entra Bush?).
Più in generale sembrerebbe che l’uragano che si è abbattuto sulla Louisiana sia stato un evento naturale di portata eccezionale. E più in generale ancora, può perfino capitare che la scienza preventiva umana faccia cilecca o che gli eventi siano così colossali da sovrastare la capacità di risposta umana. Mica vero che l’America vive con l’Africa in casa. Ma si capisce che ci piace pensarlo perché la nostra coscienza sia bella, pulita e relatrice di una realtà che sta soltanto nell’astrazione di una idea di come il mondo ci piacerebbe che fosse e invece non è. Dice il saggio che la differenza tra un sognatore e un pazzo è che il sognatore costruisce castelli in aria, il pazzo ci va ad abitare. Dice ancora il saggio, che chi è pieno di sé spesso trabocca. In un certo senso i media nostrani hanno entrambe le attitudini, vanno pazzi per i castelli in aria e tutti vorrebbero essere Eugenio Scalfari.
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