I “faziosi” contro il duo Bossi-Tremonti
«La verifica di metà giugno parte dall’esigenza di ridimensionare lo strapotere della Lega che con il suo 4% riesce ad ottenere più di noi con il nostro 12. Esiste poi un obiettivo massimo, di medio termine: togliere di mezzo Tremonti e cooptare Fazio nel governo come superministro dell’Economia», parole di un colonnello di An. Giugno sarà soltanto l’apice di una rincorsa che comincerà domenica prossima con il voto dei ballottaggi, soprattutto in Friuli-Venezia Giulia. Non che all’interno della Casa delle Libertà qualcuno si auguri la sconfitta, assicurano i diretti interessati, ma se andasse male è evidente che la responsabilità politica ricadrebbe interamente sulla Lega Nord e sul suo leader. A quel punto, Bossi affronterebbe la verifica in condizioni di debolezza nei confronti di An e Udc, i primi desiderosi di una vendetta per la sconfitta a Roma, i secondi vogliosi di un ministero pesante. La debolezza di Bossi si ripercuoterebbe su Tremonti, a quel punto in predicato di diventare l’agnello sacrificale sull’altare della pax nella coalizione. Ecco, quindi, spalancarsi le porte per Antonio Fazio, da mesi in predicato di abbandonare la Banca d’Italia e sempre più attivo sul fronte politico. La relazione annuale è stata una vera e propria requisitoria stile Bocassini all’operato del duo Bossi-Tremonti, un segnale chiaro da parte di un uomo che non accetta più i compiti residuali lasciatigli dall’Europa dopo la scomparsa della lira. Di suo Fazio può contare su appoggi pesanti: dal Vaticano alla lobby degli imprenditori meridionali riuniti nella Aprom di Sergio Billè, dai politici di centrosinistra (Letta, Castagnetti, Marini, Scalfaro) ai “faziosi” di Alleanza Nazionale (Fini, Marzano, Alemanno ma anche Casini e lo stesso Gianni Letta) fino a banchieri come Geronzi e Profumo e ad editori come Mario Sanfilippo. Giova ricordare come da settimane su TeleNorba, Tele2 e le maggiori emittenti locali del Mezzogiorno vadano in onda una decina di spot al giorno per promuovere l’idea di un movimento meridionalista. E alla fine di gennaio, su TeleNorba, è stato trasmesso un programma che a molti è sembrato una specie di manifesto della superlobby in fieri di Fazio. Tutto è pronto, quindi? Non è detto: il duo Bossi-Tremonti ha intenzione di vendere cara la pelle e un’eventuale vittoria in Friuli di Alessandra Guerra potrebbero tarpare le ali ai giustizieri della Cdl. E poi, si sa, la strada di Fazio verso la Bce (il mandato di Duisemberg è scaduto e il suo successore naturale, il francese Trichet, ha un brutto guaio giudiziario legato al Credit Lyonnais) non si è mai interrotta: un’accelerazione in tal senso potrebbe sempre arrivare al momento giusto. Magari proprio durante il semestre italiano di presidenza Ue?
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!