I LIKE FORMIGONI

Di Tempi
20 Gennaio 2005
QUATTRO BUONE RAGIONI PER IL GOVERNATORE (E UNA POSTILLA PER SILVIO BERLUSCONI)

Che Roberto Formigoni abbia ragione lo si evince dalle reazioni. Credete che si sarebbe sollevato tutto questo can can mediatico intorno alla sua iniziativa politica, se tutti i ben informati non sapessero che una “lista del Governatore” vale sul serio quel 15-20 per cento che i sondaggi gli accreditano in Lombardia? Ecco dove sta il “caso Formigoni”, ecco perché fa notizia e, diciamolo, anche un po’ paura a qualcuno. Perché?
Primo, perché la squadra di Formigoni esiste e comunica, fa progetti e li realizza, non usa il federalismo come contenitore di fazzoletti verdi e demagogia, ma lo riempie di richieste concrete e irriducibili al teatrino partitico della Repubblica italiana fondata sul consociativismo.
Secondo, Formigoni non usa il vecchio armamentario dell’ideologia catto-comunista, non promette paradisi terrestri e non si presenta come salvatore del mondo. Formigoni governa una regione che rappresenta un modello di buona e razionale amministrazione per l’Italia intera (e non solo, visto che gli indicatori economici classificano il sistema Lombardia in cima all’Europa, secondo soltanto al tessuto socio-produttivo dell’Ile de France). Formigoni non si perde in troppe e fumose chiacchiere su libertà, ricchi e poveri. Formigoni aggrega la gente libera sui fatti. Ricchi e poveri. Dunque, quarta e fondamentale osservazione, Formigoni riempie e non toglie a Berlusconi. Conclusione? Forse il “listone” formigoniano si trasformerà “in listino”. Non cambia niente. Come dice Piero Borghini, «i fatti restano». Mentre il parlarsi addosso di tanta bassa politica passerà come passano l’aria e le parole scritte sull’acqua.
Una postilla. Formigoni, candidato per il centrosinistra al posto di Romano Prodi, vincerebbe le elezioni del 2006 anche senza Nichi Vendola. Cav., ringrazi.

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