I Fratelli Musulmani democratici? Per l’egiziano Khalil è un ossimoro
Sono in molti, gli Stati Uniti in prima fila, a sostenere che i Fratelli Musulmani dovrebbero partecipare al processo elettorale democratico in Egitto, sia perché così si dovrebbero adeguare alle regole di quest’ultimo sia perché ultimamente avrebbero modificato i loro obiettivi e sarebbero disposti ad attuare la cosiddetta “democrazia islamica”. Molti sono anche coloro che nel mondo arabo, invece, ci mettono in guardia da una tale illusione. Tra questi spicca l’egiziano Magdi Khalil, che parlando della partecipazione, seppure indiretta, dei Fratelli Musulmani al processo parlamentare, scrive: «Nel marzo 2004 la Fratellanza ha pubblicato una piattaforma politica che era di fatto la proposta di uno Stato islamico. In base a questa iniziativa: “La nostra missione è quella di attuare una riforma comprensiva per diffondere la legge divina sia nelle questioni temporali sia in quelle religiose. La nostra unica speranza è aderire alla nostra religione e applicare la sharia”». Non a caso anche in occasione della riforma costituzionale la presenza dei Fratelli Musulmani in parlamento ha fatto sì che non si potesse riformare l’articolo 2, che individua nella sharia la fonte prima del diritto egiziano. Khalil rammenta anche che le uniche interpellanze parlamentari dei deputati affiliati alla Fratellanza, dal 1984 a oggi, mirano a colpire i liberi pensatori, i cantanti, a fare sparire i baci dai film e a fare assumere una linea più rigida all’università islamica di al Azhar. In poche parole a sopprimere la libertà, già scarsa nel mondo arabo. La conclusione di Khalil è che «è praticamente impossibile sostenere che i partiti islamici accetterebbero i valori della società democratica e liberale. Sarebbe un ossimoro perché non è possibile che gli islamisti adottino questi valori mantenendo la loro identità di islamisti, poiché sarebbero dei liberali». Insomma, gli islamisti non cambiano se non in apparenza. Siamo così ingenui da cascare nella loro trappola? È questo forse il bene che vogliamo per i popoli della riva sud del Mediterraneo?
valentina.colombo@imtlucca.it
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