I Fratelli Musulmani festeggiano un’espansione che fa paura

Di Eid Camille
23 Novembre 2006

Più di 2.500 membri dei Fratelli Musulmani, il più grande movimento politico del mondo arabo, hanno commemorato il centesimo anniversario della nascita del fondatore, l’egiziano Hassan al-Banna. Impediti di celebrare l’anniversario in Egitto dove il movimento è ufficialmente al bando dal 1954, i partecipanti si sono dati appuntamento presso l’università giordana di Salt. Considerato il padre del fondamentalismo islamico, Banna fondò la confraternita per proclamare il ritorno all’islam delle origini e opporsi alla crescente influenza del pensiero occidentale nel mondo islamico. Oggi, i suoi discepoli sono presenti un po’ ovunque, spesso sotto altre sigle.
In Egitto è il più potente movimento di opposizione, avendo vinto un quinto dei seggi in parlamento (i candidati si sono presentati indipendentemente) alle elezioni dello scorso anno. Nei Territori palestinesi sono i veri ispiratori di Hamas (74 dei 132 seggi parlamentari), in Algeria sono la quarta forza politica con 38 seggi alla Camera, 10 al Senato e 4 portafogli ministeriali. In Giordania sono al timone di molti sindacati e 17 loro esponenti siedono al Parlamento. In Marocco occupano 42 seggi in Parlamento e «sono in predicato di governare dopo le elezioni del 2007», secondo quanto afferma Hamza Piccardo, esponente dell’Ucoii, la maggiore associazione islamica in Italia, anch’essa di impronta “fratellesca”. Una stagione di vera espansione, si direbbe, considerando anche l’importante tribuna mediatica di cui godono sugli schermi di al-Jazeera. Ci sarebbe da credere alla “profezia” dell’allora Guida suprema della confraternita, fatta nel 1996, secondo il quale «i Fratelli Musulmani vogliono uno Stato islamico mondiale da qui a trenta anni».

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