I FRUTTI AMARI DEL WELFARE STATE

Di Tempi
10 Marzo 2005
FAMIGLIE DISASTRATE E CRIMINE IN AUMENTO: L'ANALISI DI UN LIBRO INGLESE

Mentre in Italia gran parte dell’Unione di sinistra già pregusta un’abbuffata di riforme stataliste negli ambiti dell’educazione, previdenza e welfare socio-sanitario e socio-assistenziale, previa vittoria elettorale nel 2006, all’estero si continuano a produrre approfondite analisi critiche degli effetti perversi del Welfare State.
Al tempo della presidenza Clinton Losing Ground di Charles Murray aveva spiegato come la guerra alla povertà negli Usa avesse in realtà incrementato la fragilità sociale, alimentando involontariamente il fenomeno delle famiglie monoparentali. Ora è il turno della Gran Bretagna, dove James Bartholomew mostra nel suo The Welfare State we’re in come la sostituzione della previdenza individuale e comunitaria su base volontaria con una previdenza pubblica a pianificazione centrale a partire dal 1948 abbia finito per deresponsabilizzare individui e famiglie. Il sintomo più forte di questa eterogenesi dei fini è ancora una volta lo stato della famiglia: fra il 1900 e il 1960 il tasso delle nascite fuori dal matrimonio nel Regno Unito si è sempre aggirato fra il 4 e il 5 per cento del totale, da alcuni anni è fisso al 40 per cento; il 40 per cento delle rapine in strada, il 33 dei furti di auto, il 25 dei furti in appartamento e il 20 degli atti vandalici sono compiuti da studenti fra i 10 e i 16 anni durante l’orario scolastico. Un terzo di tutti i detenuti ha trascorso parte della propria infanzia in orfanotrofio.
Secondo Bartholomew non ci sono dubbi che questo quadro è il risultato di indennità deresponsabilizzanti versate dallo Stato ai bisognosi e della vita in case popolari senza anima. Noi aggiungeremmo pure l’individualismo, il secolarismo e l’edonismo che i maitre-à-penser e l’economia consumista hanno saputo diffondere come nuovo senso comune fra le cause della disgregazione sociale. Una cosa è certa: non in un’impossibile restaurazione del Welfare State, ma nella promozione di una difficile Welfare Society risiedono le speranze per il futuro della nostra società.

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