I limiti d’età di Biagi e Scalfaro

Di Lodovico Festa
27 Giugno 2002
Il cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano, ha dato le dimissioni “per limiti d’età”

«Il cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano, ha dato le dimissioni “per limiti d’età”», inizia così Enzo Biagi un caloroso elogio a Martini sull’Espresso. Le lodi sono ben meritate. Ma perché Biagi non riflette bene su quel “per limiti d’età”? *** «Non scambiando lucciole per lanterne», scrive Pietro Folena sull’Unità. La frase fa parte di un pistolotto rivolto ai compagni di partito, non è un esercizio correttivo, come quelli che le maestre danno agli scolari discoli. Del tipo, chessò, scrivi cento volte: “non si fa la pipì sotto il banco”. *** «Sia lui che Elkann non hanno un curriculum assimilabile alla truppa forzista», dice Enzo Carra al Corriere della Sera, riferendosi a Vittorio Sgarbi. Quanto a Carra, il suo curriculum a che cosa l’assimila? *** «Le destre hanno vinto a ripetizione e conquistato i palazzi di governo, ma faticano a governare … Ci sono scioperi dappertutto: in Spagna come in Italia, in Germania, in Grecia», scrive Valentino Parlato sul Manifesto. Chi glielo dice che in Germania e in Grecia governano le sinistre? *** «Il partito soffre molto la mancanza di Berlusconi, una figura carismatica e organizzativa», dice Franco Frattini al Messaggero. Più carismatica o più organizzativa? *** «Nella notte della disfatta, François Hollande, il leader socialista, ha ovviamente ammesso di essere stato battuto. è quel che accade tra persone per bene a conclusione di un confronto democratico», scrive Bernardo Valli su Repubblica. Forse anche un disonesto, se avesse perso la metà dei deputati come Hollande, avrebbe ammesso la sconfitta. *** «Non mi sentirei mai di dire che la magistratura in quanto tale è tutta politicizzata e tutta vuol mantenere i poteri che non ha», dice Oscar Luigi Scalfaro alla Repubblica. “Tutta”, “in quanto tale” , “mantenere i poteri che non ha”: dire, non dire, ricoprire d’ipocrisia, svuotare di senso reale. Quando vediamo Scalfaro di nuovo in azione il pensiero si rivolge grato al Signore perché oggi al Quirinale c’è Carlo Azeglio Ciampi. *** «Sono stati i serbi a rovesciare Milosevic», dice Abrham Yehoshua alla Repubblica, alludendo alla questione della rimozione di Yasser Arafat. Certo, alla fine Milosevic l’hanno rimosso i serbi. Gli americani, però, avevano dato un aiutino. *** «Il terrorismo, diventato il nuovo spauracchio alla stregua del comunismo degli anni Cinquanta, è una scusa per instaurare uno Stato forte», dice Susan Sontag al Corriere della Sera. Il terrorismo è uno spauracchio, e chissenefrega dei mortacchi. *** «Saremo duri con quanti si sono comportati male con noi», così la Repubblica riporta una frase di Giancarlo Boschetti. Ottimo programma, ma per colpire quei milioni di stronzi che non hanno comprato la Stilo ci vorrebbe un’alleanza almeno con al Qaida. *** «Devo riuscire a far capire che lo sport è, assieme alla scuola e alla famiglia, un aspetto fondamentale nella formazione dei ragazzi», dice Cesare Cadeo al Giornale. Il fisico aiuta Cadeo ma dovrebbe correggere quella frase in latino che cita spesso. La versione giusta non è, come lui crede, “mens vana in corpore sano”.

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