I LOVE PAOLO ROMANI

Di Tempi
20 Gennaio 2005
NON FA. PERCIO' IL COORDINATORE DELLO SPILLONE NON HA NIENTE DA CONFESSARE

«Non faccio mica come i cattolici, che confessano e via». E bravo Paolo Romani, coordinatore di Forza Italia in Lombardia. Lui non fa confessioni e via, come quello sfaccendato cattolicone di Roberto Formigoni. Che confessa un decennio di governatorato da record e via con l’eccellenza lombarda della regione d’Italia più ricca, più solidale, più internazionale, quella coi tassi di disoccupazione più bassi e i tassi di occupazione più alti. Che noia questa politica dei fatti non separati dagli ideali. Uffa. Ci vuole un mandarino cinese che non azzecca un candidato, perde tutte le elezioni, epperò conserva lucido lo scalone che porta alle segrete stanze dell’Imperatore. Ecco un vero laico per il Pirellone!
Mica quel pirlaccione che in dieci anni ha fatto grande la Lombardia e folte truppe di laici oggi confessano di essere pronti a salire con lui sulla locomotiva. Confessiamo e via. Mica c’è bisogno di allargare la coalizione del “buon governo” in questo periodo mica tanto di vacche grasse per l’Italia. Mica lavoro, intelligenze, persone occorrono perché la Lombardia continui a remare contro il declino.
Mica estendere l’anomalia lombarda al resto del paese che soffre la stagnazione economica e il ritorno del partito della rendita statale consociativa bisogna.
Perché non ci abbiamo pensato prima a sostenere la candidatura di Romani che passa veloce dal Transatlantico e dice all’inviata del Corriere della Sera, «dai sbrighiamoci, che stasera devo andare dal Presidente»?

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